Sicurezza
Il Forte di Marina al Comune oltre 2 milioni per il restauro
Castagneto Carducci, l’edificio è concesso a titolo gratuito dall’Agenzia del Demanio per 2 anni. Il vicesindaco Corsini: «Costruiremo un progetto per il completo recupero dell’immobile»
CASTAGNETO CARDUCCI. La consegna è a termine. Ma il sogno, neppure troppo velato, dell’amministrazione comunale di Castagneto Carducci è di riuscire a sfruttare il tempo per dare gambe a un progetto di lungo corso. Le chiavi del Forte di Marina dal 29 febbraio sono state consegnate al Comune. Il passaggio è avvenuto nella sede dell’Agenzia del Demanio di Livorno.
«Avevamo avanzato la richiesta a giugno dello scorso anno – dice il vicesindaco Miriano Corsini –. La consegna è a titolo gratuito ed ha lo scopo di costruire un progetto per il completo recupero dell’immobile». Un atto, in pratica, con cui l’antica costruzione viene concessa al Comune per un periodo di due anni che decorrono dall’inizio di marzo.
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Il fortilizio del XVII secolo, progettato da Deodato Raj, ha come gemelli il Forte di Marina di Bibbona e quello di Forte dei Marmi che avevano il molteplice scopo di proteggere la costa dagli attacchi dei pirati e di avamposto per la vigilanza sanitaria e la lotta al contrabbando. Una costruzione che si lega anche alla riforma del sistema doganale del Granducato di Toscana decretata da Pietro Leopoldo: infatti, il forte aveva la possibilità di vendere e avviare trattative per conto delle fattorie della zona, divenendo così un punto di riferimento per la spedizione di merci via mare.
«La richiesta che la giunta ha avanzato è mirata al recupero di un patrimonio di grande valore storico e artistico che dopo il trasferimento, avvenuto negli anni ‘70 a San Vincenzo, è stato abbandonato ad un lento e costante degrado – afferma Corsini –. Il nostro intento è quello di ridare vita ad un patrimonio di inestimabile valore rendendolo fruibile alla cittadinanza e ai numerosi turistici che passano le vacanze sul nostro territorio». Che aggiunge: «Abbiamo sollecitato più volte la consegna, che è avvenuta in concomitanza con l’assegnazione dell’incarico per l’elaborazione del Piano operativo, dal quale dipenderà in maniera concreta l’utilizzo della struttura e la conseguente acquisizione al patrimonio comunale».
L’amministrazione ha un orizzonte di due anni. «Un tempo necessario per la predisposizione di un progetto che oltre alle dovute opere di restauro preveda anche il suo utilizzo per lo svolgimento di attività che debbono in qualche modo essere collegate e mirate allo sviluppo dell’intero territorio comunale – dice il vicesindaco –. Le componenti più significative dell’economia del nostro comune come turismo, enogastronomia e produzioni agroalimentari dovranno costituire il cuore del progetto insieme ad atri aspetti più tipicamente culturali».
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Insomma, delle idee già esistono. «Dovranno essere verificate anche sotto l’aspetto prettamente economico dato che l’acquisizione potrebbe essere onerosa per il Comune, anche se stiamo già valutando un possibile percorso che non gravi sulle casse comunali». Vincoli precisi per il restauro. «L’intervento non potrà modificare l’esterno del complesso che è composto da due corpi uniti, il primo dei quali è costituito da un bastione rivolto verso il mare, caratterizzato da un muraglione con mattoni a facciavista». C’è anche una prima stima. «Serviranno oltre 2 milioni di euro – sostiene Corsini –. Per questo ci stiamo interessando per trovare eventuali soggetti pronti e disponibili ad intervenire verso l’amministrazione con lo scopo di valorizzare un bene che riqualificherebbe la frazione di Marina e che ben si sposa con gli investimenti previsti con l’arretramento dei campeggi».
Per Corsini l’operazione «dimostra come questa amministrazione sia attenta allo sviluppo del territorio e voglia cogliere tutte le occasioni che si presentano e possono creare nuove opportunità occupazionali. Opportunità che possono nascere da una progettualità di alto spessore che mira ad aggiungere ulteriore valore alle nostre eccellenze territoriali».
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