Il Tirreno

L’intervento della Regione per gli ospedali in rete

di Manolo Morandini
L’intervento della Regione per gli ospedali in rete

Cecina, chiesto all’assessore regionale alla Sanità Saccardi il supporto dei tecnici del settore Programmazione. Il sindaco Lippi: «Si tratta di capire su quali ipotesi di distribuzione delle attività ragionare»

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CECINA. La concretezza resta lontana. Nonostante l’idea di rete tra gli ospedali di Cecina e Piombino, con l’aggiunta di Portoferraio e della sua specificità di servire un’isola, rimanga in campo e incassi il placet dell’assessore regionale alla Sanità Stefania Saccardi. Quello che ancora manca è il passaggio alla fase di studio. Che cosa e come mettere in rete. «Abbiamo chiesto un tavolo per capire che cosa mettere dentro e quali attività innovative sviluppare anche rispetto al nodo delle liste d’attesa – dice il sindaco di Cecina Samuelel Lippi –. Chiediamo il supporto del settore Programmazione della Regione Toscana per capire che cosa si può fare e i possibili scenari. E su questo ho registrato la disponibilità della Saccardi».

Disponibilità raccolta a margine del dibattito pubblico sulla sanità promosso dal Pd labronico a Livorno, la sera del 3 febbraio. «Vogliamo favorire una sinergia tra queste realtà». Così l’assessore regionale Saccardi in quella sede ha inquadrato il futuro di questi presidi. Sottolineando che non c’è «nessuna volontà di depotenziare o di accorparli».

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Spostare il dibattito sul piano della concretezza si sta facendo urgente, nonostante le difficoltà dovute anche agli assestamenti con la progressiva entrata a regime della riforma sanitaria. «È positivo che l’assessore abbia dato segnali positivi verso la proposta del nostro territorio – sostiene Lippi –. Adesso si tratta di capire su quali ipotesi di distribuzione delle attività è possibile costruire la rete. Ma chiediamo anche il ripristino delle condizioni di attività attuali. Partiamo dal ripristino delle condizioni di attività, sia dal mantenimento dei posti letto, oggi più bassi rispetto alla media dell’Area Nord ovest, che in termini di personale». Difficile sbilanciarsi perché la rete si regge su un equilibrio tra i territori precario. «C’è da capire oltre a quello che c’è quale ruolo dare ai due ospedali». Resta fuori dal confronto Volterra. «Per me dovrebbe stare dentro a questa partita in un’ottica di sinergia – dice Lippi –, ma l’amministrazione di Volterra su questo è chiusa».

Tra le esperienze citate da Saccardi come positive la collaborazione tra gli ospedali di Cecina, Piombino e Portoferraio che per l’ortopedia hanno il primario a scavalco. «Quello che chiediamo è di aprire un tavolo per dare corso al confronto. Tra l’altro siamo in linea con l’obiettivo regionale di ridurre le zone sanitarie da 34 a 25. Noi vogliamo metterne insieme tre – conclude Lippi –. Ci sono poi le partite dell’emodinamica e dell’elettrofisiologia, attività che si legano alla cardiologia e che possono dare un valore aggiunto ai nostri presidi».

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