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I socialisti pisani: lasciate fuori i buddisti dalle beghe Pd

I socialisti pisani: lasciate fuori i buddisti dalle beghe Pd

SANTA LUCE. Non si placano le polemiche pre-elettorali che stanno scuotendo la piccola comunità di Santa Luce. Ora, sullo scontro all’interno del Partito democratico che ha portato al...

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SANTA LUCE. Non si placano le polemiche pre-elettorali che stanno scuotendo la piccola comunità di Santa Luce. Ora, sullo scontro all’interno del Partito democratico che ha portato al commissariamento della sezione, interviene il Partito socialista. E lo fa attraverso una dura nota del segretario provinciale pisano, Carlo Sorrente, «contro ogni strumentalizzazione politica - afferma - contro tutte le speculazioni per un'attività sociale disinteressata di supporto alle comunità (karma yoga): libero stato in libere confessioni». I socialisti a Santa Luce, insieme a Sel e al Pd commissariato, appoggiano la candidatura del sindaco uscente Andrea Marini. Nella nota del segretario provinciale si fa esplicito riferimento alla querelle sul tesseramento all’interno del monastero buddista di Pomaia. L’ex direttivo del Pd diretto da Enza Mascia ha accusato il gruppo pro primarie di aver fatto incetta di tessere, fuori tempo massimo, all’interno del monastero. 23 le tessere “incriminate”, che però la federazione provinciale del Partito democratico ha accolto dichiarandole pienamente legittime. Il Psi torna sulla questione. A Santa Luce, ricorda Sorrente, «alla vigilia delle elezioni comunali della primavera 2016, sta succedendo qualcosa d'inquietante: settori del Pd cercano di coinvolgere il più importante monastero buddista del mondo occidentale, l'Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia, in una querelle politica locale; se ciò avvenisse, sarebbe un grave vulnus verso una filosofia spirituale e religiosa ove i Sangha, monastico e laico, aderiscono alla Fondazione per la preservazione della tradizione mahayana, verso cui confermiamo rispetto e vicinanza, da sempre attenti in tutto il mondo a non interferire con le comunità civili che li ospitano. Ricordiamo, infatti - conclude Sorrente - le sagge parole "universali" del fondatore della FPMT (Fondazione per la Preservazione della Tradizione Mahayana), Lama Thubten Yeshe: «Lo scopo del Centro è prodigarsi per gli altri. Questo è un Centro internazionale, aperto a tutti, a ogni persona di qualunque etnia, nazionalità e retroterra socio-culturale. È un luogo dove imparare come liberare la mente dalle concezioni dannose profondamente radicate e come vivere in armonia con gli altri, mettendo la meditazione in pratica nella vita quotidiana».

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