Sicurezza
Ladri svaligiano un laboratorio orafo
Colpo nella notte al Gold in viale Marconi, a rendersi conto del fatto è stata la titolare del bar vicino. Indagano i carabinieri
CECINA. Svaligiato il laboratorio orafo Gold design, su viale Marconi. Il colpo è stato messo a segno nella notte fra lunedì e ieri. A rendersi conto dell'accaduto, all'alba, è stata la titolare del bar vicino al negozio di gioielli. Alle 5,30, quando la donna è arrivata su viale Marconi per aprire l’esercizio pubblico, ha notato che la saracinesca del negozio era alzata e la porta completamente aperta.
Ha capito che durante la notte all’interno del laboratorio orafo doveva essere accaduto qualcosa e ha subito chiamato i carabinieri. I militari sono andati a casa dei titolari della rivendita di preziosi, per segnalare l’accaduto.
«Quando siamo arrivati qui - racconta Andrea Rossi, titolare del negozio - ci siamo resi conto che la serratura della saracinesca è stata tagliata con particolare cura, ed è stata alzata senza problemi. I ladri hanno forzato la porta d’ingresso, tra l’altro senza lasciare grossi segni di effrazione». Non solo, i malviventi sono riusciti anche a manomettere l’impianto di allarme, che pare non sia suonato o comunque sia stato messo fuori uso prima del furto.
Una volta all’interno del negozio i ladri hanno subito puntato alle vetrine espositive, arraffando quanti più gioielli hanno potuto. Il loro obiettivo, però, era la cassaforte, che era posizionata nella stanza più interna del negozio, dove si trova il laboratorio. Per accedervi i ladri hanno letteralmente scardinato una porta che separa i due spazi.
«Era una cassaforte molto ingombrante e pesava quasi 3 quintali - racconta il titolare del negozio -, tanto che quando l’abbiamo acquistata c’è stato bisogno di quattro persone per portarla all’interno». Particolare che fa pensare come ad entrare in azione sia stato un gruppo nutrito e ben organizzato di malviventi.
«Non solo - prosegue Rossi - dato che gli spazi all’interno del negozio sono stretti, ma non abbiamo trovato particolari segni di trascinamento sul pavimento, c’è da pensare che la cassaforte sia stata sollevata di peso e fatta passare addirittura sopra al bancone della rivendita. Vuol dire che il furto è stato commesso da più persone, e anche particolarmente forti. Non hanno preso però il computer e la cassa. Da una prima stima pensiamo di aver subito un danno di circa 10mila euro».
I ladri, per trasportare la cassaforte all’esterno, hanno bloccato la porta d’ingresso del negozio usando una delle vetrine per l’esposizioni delle creazioni orafe. «Prima di fuggire - racconta Rossi - non hanno neanche richiuso la porta, tanto che la titolare del bar stamani ha trovato non solo la saracinesca alzata ma il negozio completamente aperto e incustodito».
Il titolare del negozio e la sua famiglia sono senza parole. «Per ora - dice Rossi - non è chiaro neanche come abbiano manomesso l’allarme». Quanto all’orario in cui può essere stato messo a segno il furto, Rossi ipotizza che i ladri siano entrati in azione fra le 3 e le 5,30 della notte fra lunedì e ieri.
«Una pattuglia dei carabinieri - dice - è passata da qui davanti verso le 3 e non ha notato niente di strano, e il furto è stato scoperto dalla signora del bar alle 5,30. Significa che il nostro negozio è stato svaligiato in questo lasso di tempo».
Delle indagini si occupano i carabinieri, ma dalle verifiche fatte dal titolare sembra che nessuno dei residenti della zona - in verità poche sono le abitazioni che si aprono direttamente su via le Marconi - abbia visto movimenti sospetti o sentito rumori strani.
Allarmati i titolari degli altri negozi che si aprono sul tratto ovest di viale Marconi, a ridosso di piazza della Libertà, che non si spiegano come sia possibile che i ladri riescano ad entrare in azione indisturbati anche in una zona così centrale della città.
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