Attenzione
Il rugby non molla e chiede un campo
Rosignano: il campo al Giardino sarà chiuso ma ancora non c'è una soluzione definitiva. Il presidente Carugi: «197 iscritti senza un’area per giocare»
ROSIGNANO. Mancano soltanto quattro mesi alla chiusura del campo del Giardino. Il campo dove da anni gli atleti del Rugby Rosignano si allenano e portano avanti i loro campionati. Adesso che la data che decreterà lo stop definitivo è sempre più vicina, l'associazione sportiva assieme ai genitori si affida ad un appello «per sensibilizzare il vero problema che sta attraversando la disciplina del rugby».
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Un appello che possa servire loro a trovare velocemente una soluzione per uno sport al quale negli ultimi mesi si sono avvicinati molti ragazzi. «Siamo preoccupati ed allarmati - ha spiegato il presidente Gianni Carugi - chiediamo un campo dove poter svolgere, da settembre, la nostra attività. Se il 30 giugno dobbiamo andare via, oltre a perdere il diritto alla Federazione italiana rugby alla quale siamo iscritti, disperdiamo le nostre energie ed il futuro dei nostri ragazzi».
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Di fatto, è da circa un anno che chiedono una sistemazione definitiva. Ma la preoccupazione, ora che è partito il conto alla rovescia è sempre più alta. Tanto più che si tratta di uno sport vissuto da tutti - dagli atleti, dalle famiglie e dalla stessa società - con molta passione. Uno sport che negli anni li ha uniti come fossero una grande famiglia. «I nostri ragazzi - ha detto infatti Serena Migliorini, una delle mamme - sono cresciuti in questo campo e lo vedono ormai come la loro seconda casa». «Ogni sport nel comune - ha aggiunto anche Francesco Aringhieri - ha una propria struttura, il calcio come il basket e l'atletica. Il rugby, invece, un'attività che insegna il rispetto e l'amicizia ancora non ce l'ha. Sembra quasi di essere le pecore nere e questo ci dispiace molto».
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Se da una parte, però, il Rugby Rosignano - che conta 197 iscritti dai 5 ai 16 anni - vive una parentesi d'incertezza, dall'altra è fresco di successi. Quelli, soprattutto, della prima squadra femminile under 14, attuale capolista del campionato provinciale. Per non parlare dei ben 81 nuovi tesserati nel 2015. Ragazzi delle scuole medie Fattori e Dante che fino a giugno si allenano, così come tutti gli altri, soltanto il martedì al Giardino. Gli altri giorni si recano al campo Falchini del Lillatro grazie ad un accordo con la società di calcio Sei Rose. «Una soluzione alternativa - ha spiegato Fabrizio Colombaioni, addetto stampa della società sportiva - che però non ci è sufficiente». Non permette loro, infatti, di poter svolgere alcune attività, tra le quali le partite del sabato e della domenica. Chiaro quindi che ci sia forte preoccupazione per il futuro. E la preoccupazione è ancora maggiore «alla luce - come ha concluso Colombaioni - del fatto che da circa 4 anni tutte le soluzioni ipotizzate assieme all'assessore all'urbanistica abbiamo trovato intoppi tali da renderle sempre inattuabili».
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Anni durante i quali il campo del Giardino - che da giugno dovrà quindi chiudere per circa due anni per avviare le pratiche necessarie ad un cambio di destinazione d'uso (dall'attuale agricolo a quello da campo da gioco) - necessitava comunque di una riqualificazione totale. Tant'è che in alcune occasioni, negli ultimi mesi, i giovani atleti sono stati costretti a giocare senza illuminazione nè possibilità di fare docce calde per problemi di tensione alle linee elettriche.
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