Il Tirreno

Ancora troppe buche nonostante i rattoppi

di Paolo Federighi
Ancora troppe buche nonostante i rattoppi

San Vincenzo, il limite di velocità resta di 30 chilometri all’ora

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SAN VINCENZO. Punto e a capo. A poco serve l’intervento messo in atto dagli operai del Comune di San Vincenzo, visto che i sacchi di asfalto a pronta presa versati sulle buche risponderanno alla situazione di emergenza, e alle tante proteste dei cittadini, solo nell’immediato. Si tratta di rattoppi, infatti, che dureranno solo qualche mese. È trascorso un anno da quando l’amministrazione comunale e la Provincia di Livorno decisero di metter mano al tratto della strada provinciale 39, tra Palmentello e San Vincenzo, fino al bivio per Campiglia Marittima. Un tragitto costellato di buche che hanno causato molti danni alle vetture che vi hanno circolato. In quel periodo i lavori di asfaltatura furono eseguiti dalla ditta Frassinelli Srl di Cecina, che se li aggiudicò dalla Provincia per un importo di 35.000 euro. A 365 giorni di distanza scopriamo, purtroppo, che la situazione è la stessa, o perfino peggiore, di quella anteriore ai lavori di 12 mesi fa.

Le buche costellano entrambe le corsie, soprattutto quella a monte, che da Venturina conduce in direzione San Vincenzo. Buche pericolose sia per i non pochi ciclisti che percorrono la strada, che per le autovetture e i motocicli. E le segnalazioni che ci sono pervenute in questi giorni da vari lettori sui danni che le loro autovetture hanno subìto, dimostrano che poco importa collocare i segnali del limite di velocità fissato a 30 km/h; ciò che importa è la strada sia rifatta ad arte e che le migliaia di cittadini che ne fruiscono possano percorrerla in sicurezza.

C’è poco da girarci intorno. Il Comune di San Vincenzo, nell’ordinanza di un anno fa, citò l’ordinanza 33 del 17 marzo 2014 con la quale il Comune di Campiglia Marittima aveva interdetto il transito agli autoarticolati e ai mezzi d’opera nel centro abitato di Venturina Terme, dirottandoli così verso il territorio di San Vincenzo. Fu un provvedimento, quello, adottato in previsione di circa 350 passaggi giornalieri dei mezzi d’opera impegnati nell’ampliamento del porto di Piombino, commissionato dall’Autorità portuale. Secondo quanto affermò il Comune di San Vincenzo, l’effetto dell’ordinanza causò il progressivo deterioramento del tratto stradale della Sp 39 Vecchia Aurelia ricadente nel territorio sanvincenzino, e della comunale via Aurelia Sud, nel tratto che unisce la Sp 39 con la Sp 20 per Campiglia. Per questo, prima l’ente sanvincenzino decise di far rallentare la velocità dei veicoli a 30 km/h con l’ordinanza dell’11 febbraio 2015, accompagnata da una segnaletica che includeva (e include) il limite di velocità e la segnalazione di strada deformata sui due sensi di marcia. Poi insieme alla Provincia misero mano alla messa in sicurezza urgente.

Le buche iniziano già dopo la postazione fissa del controllo elettronico della velocità a Lumiere. Buche notevoli, tanto che i mèzzi per evitarle vanno sull’altra corsia. Le sollecitazioni che i veicoli subiscono sono violente anche a 30 km/h. Le buche si susseguono, in certi punti con molta minor frequenza, fino al bivio per Campiglia e per la zona industriale: un paio di chilometri circa da non credere. Condizioni della strada che sono pericolose. Chi subisce danni? Come un anno fa: si dovrebbe dimostrare di averli subìti nel tratto che compete il tale ente (Provincia o Comune) piuttosto che l’altro. Ma come dimostrarlo? Sta di fatto che tutti coloro che hanno subìto danni rinunceranno a farsi rimborsare i danni. Vi rinunceranno per sfinimento. Il tratto di competenza del Comune sanvincenzino è di 400 metri. Il resto è di competenza provinciale. Nel 2014, Sales (che si era aggiudicata la gara d’appalto per i lavori di ampliamento del porto di Piombino) propose una viabilità alternativa: ossia l’adeguamento della strada comunale di Rimigliano mediante rampe d’accesso alla Variante Aurelia per raggiungere con i camion l’area di cantiere. Ma fatto sta che non si doveva passare da Venturina, e lo si sapeva fin dal dispositivo del bando.

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