Sicurezza
A far la spesa ci andiamo con la torcia
Proteste da via Gilching e via Sagunto. Alcuni residenti: «In dieci giorni abbiamo passato sei notti al buio»
CECNA. Raccontano in via Gilching che la sera, dopo le 18, non è raro trovare qualche residente che esce di casa con la torcia in mano. Qualcuno si adatta con il telefonino, che fa luce, e serve ad illuminare dove si cammina, per non inciampare e cadere. Perchè - raccontano ancora a Marina, tra via Gilching e via Sagunto - negli “ultimi dieci giorni, abbiamo trascorso sei notti al buio”. Ko. L’illuminazione pubblica è finita ko, da metà pomeriggio quando solitamente i lampioni si accendono. “Ed hai voglia di telefonare in Comune - sbotta un cinquantenne che abita qui con la famiglia - mi dicono che devono mandare l’elettricista, ma intanto la situazione non cambia. Mi sono rivolto anche ai carabinieri». Le forze dell’ordine non hanno competenza, naturalmente. Ma chi vive qui ha contattato i militari per segnalare un problema di sicurezza. Due strade quasi completamente al buio, quasi un quartiere, duecento famiglie che rischiano di restare alla mercè di ladri e criminali che approfittano della situazione. Ieri abbiamo verificato. Cinque lampioni (lato viale della Repubblica) non funzionati. Il resto ok.
Una vicenda, quella dell’illuminazione a singhiozzo, che interessa altre zone della città. Ne abbiamo già scritto. I problemi si presentono in via Zara, in via Manzoni. Ma non mancano segnalazioni dal Palazzaccio, da via Montegrappa a via Monte San Daniele. Di notte, qui, sempre più spesso è buio pesto. E i residenti, dopo le proteste, sono quasi rassegnati. L’amministrazione comunale è informata. Fronteggiato il problema dei furti di cavi di rame che paralizzavano intere strade, per palazzo civico adesso c’è quello delle linee vecchie e della necessità di una manutenzione maggiore. Recentemente il sindaco Lippi ha annunciato l’avvio di una serie di lavori, ma il futuro è l’esternalizzazione del servizio come avviene in molti altri comuni (vedi Rosignano, tra gli altri). In gioco c’è una spesa di 800mila euro l’anno e una sequenza di 5600 lampioni. «Chiederemo il rifacimento complessivo della rete di pubblica illuminazione - ha dichiarato Lippi e manterremo in carico al Comune il pagamento delle forniture elettriche - spiega il primo cittadino».
Intanto, però, in attesa della gara pubblica c’è da eseguire gli interventi laddove si verficano i black-out. Gli ultimi, ripetiamo, a Marina. «Ho visto alcuni di vicini di casa andare a fare la spesa al Conad con la torcia - spiega un residente - Vi pare normale? E io, quando rientro a casa, illumino il cancello coi fari dell’auto». Altri, chi può, lascia accesa la luce dell’androne o dei vialetti. Sperando che quei maledetti lampioni tornino a far luce sempre, e non ad intermittenza.(a.r.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
