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Cardiologi cecinesi studiano gli effetti delle immersioni

di Alessandra Bernardeschi
Cardiologi cecinesi studiano gli effetti delle immersioni

CECINA. Nella prima settimana di marzo i cardiologi che operano presso l’Ospedale di Cecina Claudio Marabotti e Alessandro Scalzini docenti presso il Master di Medicina Subacquea ed Iperbarica...

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CECINA. Nella prima settimana di marzo i cardiologi che operano presso l’Ospedale di Cecina Claudio Marabotti e Alessandro Scalzini docenti presso il Master di Medicina Subacquea ed Iperbarica “Piergiorgio Data” dell’Istituto di Fisiologia Clinica CNR e della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, saranno a Montegrotto Terme dove è stata costruita la piscina più profonda del mondo (il “pozzo” arriva ad oltre 40 metri di profondità). L’obiettivo è quello di studiare direttamente gli effetti sull’apparato cardiovascolare delle immersioni effettuate con i “rebreathers”.

Si tratta di apparati molto sofisticati per la respirazione subacquea, a circuito chiuso (cioè che non emettono bolle), e che erogano miscele di gas diverse alle diverse profondità. Questo consente di poter effettuare immersioni più lunghe e più profonde per due motivi: da un lato riducono il consumo di ossigeno (quello non utilizzato, e che viene normalmente disperso in acqua con le bolle, viene invece “ri-respirato” dal subacqueo), dall'altro perché limitano l’assorbimento di azoto, responsabile della temuta malattia da decompressione. I rebreathers sono strumenti molto affascinanti per i subacquei perché, non emettendo bolle, consentono di sentirsi tutt’uno con l’ambiente marino, di avvicinarsi molto agli animali che non sono spaventati dal rumore e dalla vista delle bolle.

La ricerca serve a capire se l’immersione con rebreather rappresenta uno stress maggiore per il cuore, capace di slatentizzare delle patologie cardiovascolari silenti. La valutazione sarà effettuata direttamente durante immersione, usando un apparecchio ecocardiografico che è stato “scafandrato”, grazie ad un progetto originale del CNR di Pisa, in modo da poter essere utilizzato fino ad una profondità di 30 metri.

Le ricerche saranno effettuate in collaborazione con l’Università della California – San Diego che sarà rappresentata dal dottor Derek Covington e con il Centro Iperbarico di Ravenna dottor Pasquale Longobardi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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