Sicurezza
Via i morti da 50 anni al cimitero comunale si liberano 60 loculi
Il Comune procederà a breve alle “estumulazioni” Il provvedimento interessa i defunti prima del 1937
CECINA. Sfratto in piena regola. Altri sessanta costretti a lasciare il luogo dell’eterno riposo. Il provvedimento è giustificato dall’impossibilità a provvedere in tempi certi all’ampliamento del cimitero. La situazione è nota da anni. Il Comune di Cecina da quattro anni ha scelto questa strada per contenere il rischio di esaurire i posti al cimitero comunale. I numeri sono a tripla cifra: 290 gli spazi recuperati tra il 2013 e lo scorso anno.
L’estumulazione è già stata disposta dal sindaco di Cecina Samuele Lippi con tanto di ordinanza. A sloggiare i defunti tra il 1924 e il 1937. Nei giorni scorsi gli uffici si sono attivati, definendo in una determina i dettagli dell’operazione. Nel caso in cui non sia avvenuta la riduzione dei resti mortali il Comune è disposto a farsi carico dei costi per l’inumazione per altri cinque anni nelle aree cimiteriali già predisposte. Viceversa se la famiglia opterà per la cremazione dovrà farsi carico dell’intera spesa.
La prima volta che l’amministrazione comunale cecinese è ricorsa alle estumulazioni forzose risale al 2013. Fino al 1975 le concessioni erano di 90 anni. Ma la normativa prevede che in caso di una grave insufficienza del cimitero rispetto al fabbisogno, e se non è possibile procedere a un ampliamento, le concessioni rilasciate prima del 21 ottobre 1975 possono essere revocate quando siano trascorsi 50 anni dalla tumulazione della salma. Da qui la scelta dell’amministrazione comunale di procedere su una strada già battuta.
In questi anni, infatti, prima si è provveduto alle estumulazioni da terra per poi passare ai forni. Da gennaio di quest’anno è possibile anche recuperare tutte le sepolture quarantennali per lo scadere naturale delle concessioni. Tuttavia, per il timore di trovare le salme inconsunte l’amministrazione ha preferito continuare ad estumulare sepolture ultra cinquantennali.
Le spoglie dei defunti verranno tolte dai luoghi del loro eterno riposo per far posto alle nuove salme. E la riassegnazione porterà al Comune qualche soldo: circa 2.500 euro per loculo. Mentre i resti dei defunti sfrattati saranno sistemati in un ossario di zinco.
Prima comunque di procedere alle estumulazioni il Comune ha provveduto ad informare i familiari con avvisi affissi sulle tombe, nelle bacheche e agli ingressi del cimitero. E ciò per rintracciare i discendenti e concordare le modalità di conservazione dei resti. E nei casi in cui non è stato possibile rintracciare gli eredi a cui chiedere le modalità di conservazione dei resti, il Comune provvederà all’estumulazione e alla conservazione dei resti, lasciandoli a disposizione dei familiari per un anno, come prevede la legge, per poi collocarli nell’ossario comune.
Il programma di estumulazioni ha consentito il recupero di 119 loculi nel 2013, di 86 nel 2014 e altrettanti lo scorso anno. Un totale a cui a breve si aggiungeranno altri sessanta loculi.
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