Attenzione
La lezione del prete anticamorra
Don Merola agli alunni delle scuole: «Valori per sconfiggere la cultura mafiosa»
CECINA. “La legalità mette radici”. Sì, il parroco anticamorra don Luigi Merola ha incontrato ieri mattina nella sala conferenze della chiesa Santa Famiglia gli studenti delle elementari di Marina e delle medie Galilei per raccontare loro un capitolo di vita che spesso la gente ignora. I ragazzi hanno ascoltato con attenzione e seguito i video dove, nel quartiere Forcella di Napoli, il sacerdote ha gettato le basi per dare una prospettiva diversa a migliaia di adolescenti rischiando la vita in prima persona e vivendo di conseguenza sotto scorta giorno e notte. Merito della maestra Rosa Cappuccio delle Collodi se due mondi in apparenza lontani si sono incontrati, e della collaborazione della preside delle Galilei Norma Biasci che ha subito aderito all’iniziativa, alla quale era presente anche l’assessore all’istruzione Giovanni Salvini. La quinta A delle elementari, oltre a quattro classi terze delle medie di Palazzi e quattro di Cecina, hanno stretto la mano a don Merola dopo due ore e molte domande. «Siate voi i padroni della vostra vita – ha detto il prete – non fatevi comandare. State lontani dalla droga, abituatevi a uno stile di vita onesto. La camorra si combatte con la cultura, e quindi con lo studio. Imparate a leggere, approfondite gli argomenti e lasciate perdere i telefonini e le chat. Il ministero dovrebbe però investire di più negli istituti scolastici». «“Bisogna sconfiggere la cultura mafiosa – ha proseguito don Merola – proponendo valori indiscutibili. Ciò non significa studiare di più, ma studiare meglio sviluppando il gioco di squadra e la capacità di aiutarsi a vicenda. Dico no e mi oppongo con tutte le mie forze a chi fa finta di non vedere, sentire e parlare”. A Napoli, il 37 per cento degli alunni abbandona la scuola dell’obbligo.. Il protagonista di questa storia, ordinato a soli 23 anni, è da sempre schierato dalla parte giusta. L’agente della polizia municipale di Cecina Corrado Cianchi gli ha donato il suo libro. I ragazzi gli hanno letto poesie e scattato le foto, chiedendogli come si (soprav)vive al sud e cosa significhi sfruttamento minorile.
Michele Falorni
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