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«La storia non deve ripetersi» Lacrime e pensieri degli studenti

«La storia non deve ripetersi» Lacrime e pensieri degli studenti

ROSIGNANO. Ci sono viaggi che non si dimenticano mai e lasciano una traccia indelebile nel proprio vissuto ed è questo il caso del viaggio della Memoria nei campi di Auschwitz e Birkenau che ha...

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ROSIGNANO. Ci sono viaggi che non si dimenticano mai e lasciano una traccia indelebile nel proprio vissuto ed è questo il caso del viaggio della Memoria nei campi di Auschwitz e Birkenau che ha coinvolto 21 studenti dell'Alberghiero e dell'Iti di Rosignano Solvay, partiti con alcuni studenti di Livorno, grazie all'associazione di Rosignano “Un ponte per Anne Frank” in collaborazione con l'associazione Deina. «Riproporremo questa esperienza in futuro perché abbiamo visto crearsi davanti ai nostri occhi un gruppo partecipato e attento a ogni dettaglio, fortemente coinvolto in ogni fase del viaggio» racconta Federica Pannocchia di “Un ponte per Anne Frank”. I docenti dell'Alberghiero Mariella Sola e Domenico Reitano hanno accompagnato gli studenti in questa esperienza. «Ci siamo preparati - dice Mariella Sola - anche nei mesi precedenti alla partenza spinti dalla volontà di motivare una riflessione dal passato al presente, questa iniziativa si colloca all'interno del progetto di educazione alla cittadinanza europea», e Reitano aggiunge «vorremmo che questa iniziativa fosse saldamente inserita nei piano di offerta formativa per il futuro perché è un viaggio importante che dovrebbero avere la possibilità di fare tutti i ragazzi, per questo dovremmo pensare anche ad investimenti specifici, abbiamo visto una grande partecipazione e un grande coinvolgimento degli studenti». Alcuni dei partecipanti hanno voluto condividere la loro testimonianza diretta come Sara Fuduli che spiega, «per me è stata la prima volta ad Auschwitz e posso dire che adesso ho davvero capito cosa ho studiato nei libri di storia fino a questo momento». Le tappe del viaggio hanno visto momenti di assemblee plenarie con tanti studenti italiani ed europei e momenti ludici come la visita della città di Cracovia e uno spettacolo teatrale. «Sono state molte le tappe di questo viaggio - racconta Stefano Pelagatti - a partire dal viaggio stesso, abbiamo fatto 16 ore di treno, più otto di autobus, e abbiamo creato un gruppo forte con tanti altri studenti di tutto il Paese. Da questo viaggio sono uscito consapevole che il campo di concentramento era la conclusione di un percorso di morte ma è dalle cause che dobbiamo partire per far sì che la Storia non si ripeta». «Questo viaggio mi ha cambiata profondamente, le assemblee collettive che abbiamo fatto con gli altri studenti per confrontarci mi hanno aiutata a stimolare una riflessione sempre più ricca, permettendomi un confronto aperto» racconta Cristina Cortiglia, e infine Dario Nepote «la cosa che più mi ha commosso è stato il libro dei nomi di tutte le persone scomparse, un libro di 18.000 pagine. Le guide ci hanno aiutato a collocare il vissuto nella storia e nel tempo e adesso sento davvero quanto tutto questo sia attuale». (s.t.)

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