Il Tirreno

La trappola del buio nel cuore di Cecina

di Manolo Morandini
L'incrocio tra via Trieste e via Manzoni, le due strade sono spesso al buio
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L'incrocio tra via Trieste e via Manzoni, le due strade sono spesso al buio

Cecina, le proteste e i disagi dei residenti per i continui blackout dell’illuminazione pubblica. I primi guasti segnalati al Comune nel 2012

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CECINA. Cala il sole. Chi può accende la sua luce sulla porta di casa. Qualche passo più in là e non si vede niente. Buio fitto. Da giorni, in via Zara, è così. Una macchia nera nella mappa stradale di Cecina. Ha i confini delle vie Manzoni, Trento, Trieste, Fiume e Boccaccio. Un centinaio di metri in linea d’aria dal centro. Blackout continui dell'illuminazione pubblica. Lampioni che si accendono a intermittenza. Una girandola di segnalazioni. Qualche riparazione. E guasti continui. «Quanto tempo pensano di abusare ancora della nostra pazienza?». A chiederlo è Paolo Volpi. Abita in via Manzoni. «Dire che non ne possiamo proprio più è assai riduttivo: spendere più parole potrebbe essere, oltre che scarsamente utile, anche di cattivo gusto per le espressioni che vengono in mente».

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Gli operai del Comune sul posto sono stati visti anche la mattina del 24 febbraio. «Fino ad alcuni giorni fa dei cavi aerei in via Zara facevano continue scintille», racconta Loriana Mazzoni. La casa della signora è in via Zara. Ma la misura del disagio la dà Sauro Baldi, che su via Manzoni affaccia con le vetrine della propria attività commerciale. «La prima segnalazione l’ho fatta nel 2012». E aggiunge: «Capisco le difficoltà di spesa ma l’illuminazione pubblica dovrebbe essere una priorità. Non sono un tecnico, ma i lampioni si spengono sempre allo stesso modo. È evidente che il guasto è localizzato».

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I marciapiedi sconnessi. Un ostacolo improvviso. Il rischio di imbattersi in qualche malintenzionato. In via Fiume una signora si appoggia a una stampella. «I marciapiedi sono in pendenza e sconnessi, la sera devo stare molto attenta. La situazione si sta facendo pericolosa». La signora Giulia Bellucci da tempo nella sua borsa ha fatto spazio a una torcia elettrica: «La sera non mi muovo mai senza». Annuiscono Sara Fanciullo, Rosangela Orlandi e Nicolò D’Andrea. «Quando rientro ed è buio mi faccio sempre accompagnare – dice Lia Lucherini –. Non nascondo di avere paura».

Come si vive al buio? «Prima succedeva ogni tanto – afferma Piero Mangoni –. Adesso il problema è frequente. Non si può dire che non vengono a verificare il guasto, ma è certo che fino ad ora non lo hanno risolto». Il paradosso lo mette in luce Alessandro Cappagli che in via Manzoni ha il suo studio di odontotecnico. «Prima non funzionava il lampione in corrispondenza della mia porta e gli altre sì. Adesso la situazione si è ribaltata». Ma aggiunge: «Il problema della sicurezza c’è anche per i pedoni. E ancor di più arrivando alla rotatoria che dà su via Montanara».

Angiolino Mansani rispolvera la sua esperienza di elettricista. «Per trovare un guasto sezionavamo l’impianto e procedevamo per esclusione fino a trovare la causa. L’unica spiegazione che ci è stata data è che l’impianto è vecchio».

Le proteste e i disagi hanno tante voci. In strada per raccontare ciò che non funziona arrivano Ilio Berrighi, Gino Belli. «Prima di fare i lavori altrove si dovrebbe pensare alle cose necessarie – sostengono –. Basta abbassare lo sguardo per constatare lo stato dei marciapiedi».

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«Uscendo da lavoro una sera per recuperare l’auto in via Boccaccio sono caduta – racconta Simona Galardini, parrucchiera in un negozio su via Manzoni –. Il disagio c’è anche per i clienti che devono venire nel negozio». Ad aumentare gli ostacoli in via Boccaccio sono le radici dei pini a lato della strada. «Abbiamo dovuto mettere la luce esterna sulla porta di casa», dice una signora affacciandosi dal terrazzo. E ricorda che l’illuminazione è stata riparata da meno di due settimane, «ma ha funzionato solo per un paio di giorni».

La rabbia. L’impotenza. E in alcuni anche un senso di abbandono. Solo per la pioggia è saltata la protesta ideata da alcuni residenti. All’ultimo minuto le candele, con cui avevano deciso di illuminare via Zara, non sono state piazzate.

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