Gioco
I liquami alla porta di casa la protesta di un condominio a Cecina
Cecina, i problemi alla rete fognaria degli alloggi popolari di via Monte Marmolada, in otto anni dall'inaugurazione del palazzo le spese per lo spurgo richieste da Casalp sfiorano gli 11.000 euro
CECINA. Chiusi in casa. L’aria fuori è irrespirabile. Il tanfo di fogna è una costante per chi abita al piano terra. Qui via Monte Marmolada. Tra Palazzaccio e Casine. La finestra della famiglia Lambardi affaccia sul tombino della fossa biologica condominiale. E da giorni sversa. Liquami ed altro. «Non sappiamo più come difenderci – dice il signor Romano –. In estate siamo costretti a stare con le finestre chiuse». Il problema è ricorrente e investe diciotto famiglie. Nell’arco di dodici mesi, solamente lo scorso anno, l’autopompa per lo spurgo è intervenuta cinque volte. «Sfido chiunque a dimostrare che in un condominio è necessario svuotare le fossa biologica con questa frequenza». In otto anni il conto sfiora gli undicimila euro. Un lusso, a cui sono obbligati da un impianto difettoso.
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Diciotto appartamenti disposti su due condomini (civici 34 e 36). Alloggi popolari quelli di via Monte Marmolada, in gestione a Casalp. Per realizzarli sono serviti otto anni di attesa e il fallimento di due ditte costruttrici. I guai della famiglia Lambardi e degli altri condomini sono iniziati allora. Le abitazioni dovevano essere consegnate a giugno 2007, ma ci fu un rinvio per problemi alla rete fognaria. Le chiavi vennero consegnate all’inizio del 2008. A distanza di quattro anni dopo telefonate, segnalazioni e proteste i condomini si decidono a scrivere a Casalp.
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“Abbiamo riscontrato alcuni difetti di funzionamento delle fosse biologiche, a servizio delle due scale, dovuti al movimento di assestamento del terreno vegetale di riporto circostante l’edificio che ha causato la parziale modifica delle quote di scorrimento”. Al di là della causa il problema è di tutta evidenza anche per i tecnici dell’ufficio Manutenzione del patrimonio di Casalp. Lo si evince da una lettera del 30 maggio 2012 in risposta a quella ricevuta dal condominio a febbraio dello stesso anno. I tecnici Casa Livorno e Provincia Spa mettono nero su bianco anche un altro impegno. “Naturalmente tali assestamenti avvenuti nel tempo non ci consentono di individuare il periodo in cui sono avvenuti pertanto non è possibile lo storno delle spese sostenute. Tuttavia non procederemo ad ulteriori addebiti relativi ad interventi di smaltimento dei liquami fino alla esecuzione dei lavori necessari al ripristino del regolare funzionamento”.
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Impegno disatteso. Tanto che l’1 dicembre 2015 Casalp rimette il conto per intero. L’addebito nei bollettini dell’affitto è a partire da gennaio di quest’anno, suddiviso in otto rate. Ma lo scorso 9 febbraio, nella cassetta delle lettere, i condomini ricevono un’altra missiva. È il conto per l’intervento di disostruzione della fognatura nera e aspirazione dei residui liquidi e semiliquidi effettuato il 30 dicembre. In questo caso l’addebito è in un’unica rata il prossimo marzo. Ma c’è già chi ha scelto la via dello sciopero. Più di un condomino da gennaio paga regolarmente solo l’affitto. Si contestano i tre conti che Casalp si era impegnata a non far pagare, per un totale di 2.502,50 euro. I lavori alla rete fognaria, infatti, sono stati fatti a settembre 2014. E nel frattempo in via Monte Marmolada sono serviti ben tre interventi per svuotare e disostruire la fognatura. Ma i malumori vanno ben al di là. La fognatura continua a non funzionare. Sono due i tombini ed entrambi sversano nel piazzale condominiale. E la mattina del 22 febbraio in via Monte Marmolada è arrivata di nuovo l’autopompa.
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