Il Tirreno

Bayahibe, il condominio sollecita la demolizione

di Paolo Federighi
Una veduta dall'alto dello stabilimento balneare Bayahibe
◗
Una veduta dall'alto dello stabilimento balneare Bayahibe

San Vincenzo, una lettera per dare corso alla sentenza del Consiglio di Stato Appello a Regione e Soprintendenza a vigilare sull’operato del Comune

3 MINUTI DI LETTURA





SAN VINCENZO. Il 17 Febbraio gli inquilini del Condominio Belmare di via del Tirreno, tramite il proprio legale, hanno inviato al Comune di San Vincenzo, alla Regione Toscana e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Livorno una formale diffida ad ottemperare alla sentenza del Consiglio di Stato 5663/2015 del 14 dicembre scorso, «che dichiara totalmente illegittima – scrivono i condòmini – la previsione urbanistica e i vari permessi a costruire relativi allo stabilimento balneare Bayahibe in via del Tirreno». Contestualmente, la lettera contiene un esposto alla Regione e alla Soprintendenza a vigilare ed eventualmente ad intervenire direttamente sostituendosi al Comune di San Vincenzo per «l’attuazione – proseguono – dell’unico atto che la sentenza suddetta implica: la totale rimessa in pristino della situazione antecedente le opere e la revoca della concessione demaniale».

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.13004074:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.13004074:1652179981/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Lo scorso 14 dicembre il Consiglio di Stato decise la non validità del permesso a costruire rilasciato dal Comune nel 2008, annullato dai giudici della Quarta sezione. Decisione che ha fatto venir meno tutti gli altri motivi di una lite durata anni con sentenze e appelli incrociati. In pratica, il Consiglio di Stato ha deciso che quei lavori sulla spiaggia adiacente il fosso delle Prigioni non avrebbero dovuto cominciare. “La concessione – ha sentenziato il Consiglio di Stato nelle 70 pagine del dispositivo – era invalida in quanto rilasciata su un progetto non munito di autorizzazione paesaggistica, in quanto l’autorizzazione paesaggistica era stata rilasciata su un progetto diverso”. Alla base dell’autorizzazione paesaggistica della Sovrintendenza del 13 gennaio 2005 c’è infatti un progetto diverso rispetto a quello per il quale il Comune ha rilasciato il permesso a costruire nel 2008. Insomma, la variante progettuale del 2007 non è passata al vaglio della Sovrintendenza.

Una situazione che negli anni ha prodotto un danno d’immagine per San Vincenzo, un danno economico alla società Acquachiara e agli inquilini ricorrenti del Condominio Belmare. Oltre alla vicenda amministrativa, c’è anche un fronte penale legato alla costruzione dello stabilimento, con i rinvii giudizio del dirigente dell’area Servizi per il territorio del Comune di San Vincenzo Andrea Filippi, la titolare della società Acquachiara Greta Gerli e il progettista e direttore dei lavori Gherardo Zanette.

[[atex:gelocal:il-tirreno:cecina:cronaca:1.12625337:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/cecina/cronaca/2015/12/15/news/bayahibe-il-bagno-va-demolito-1.12625337]]

«Considerata la ripetuta inerzia del Comune nel prendere i necessari provvedimenti in seguito alle precedenti sentenze del Tar – scrivono i condòmini del Belmare – si è ritenuto necessario intimare, con riserva di ulteriori azioni legali, l’attuazione della sentenza e la restituzione al condominio e alla cittadinanza di quello che le spetta di diritto: la spiaggia libera e la vista spettacolare del promontorio di Populonia e dell’Isola d’Elba miseramente mascherati da otto anni da una costruzione mai ultimata e chiaramente prevista nel posto e nel modo sbagliati”. Nella missiva si ricostruisce la vicenda fin dai suoi esordi fino ad arrivare, attraverso i vari ricorsi ed appelli, alla sentenza definitiva, decisamente univoca e non interpretabile. Si ricorda inoltre che la società Acquachiara, al momento del rilascio della concessione, ha dovuto presentare al Comune una fideiussione bancaria proprio per la rimozione delle opere, e che quindi l’aspetto economico della demolizione e rimessa in pristino è garantito. Non è più tempo di attendere – concludono –, è necessario agire per rispettare la decisione dell’organo supremo della giustizia amministrativa”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web