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Viaggio nella storia: il libro di Tito Barbini
CECINA. Si presenta a Cecina l’ultimo libro di Tito Barbini: "Quell'idea che ci era sembrata così bella. Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio" (edizioni Aska). Giovedì prossimo 25 febbraio, alle...
CECINA. Si presenta a Cecina l’ultimo libro di Tito Barbini: "Quell'idea che ci era sembrata così bella. Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio" (edizioni Aska). Giovedì prossimo 25 febbraio, alle ore 17.30 nella sala consiliare del Comune vecchio (in piazza Guerrazzi) sarà presente l'autore, insieme al sindaco Samuele Lippi, Mariangela Arnavas, ex assessore della Regione Toscana, e Giovanni Salvini, assessore alla cultura del Comune di Cecina. Coordina l’incontro la giornalista Maria Meini, caposervizio del Tirreno.
Tito Barbini, classe 1945, aretino, è stato sindaco di Cortona a 24 anni, poi presidente della Provincia di Arezzo, infine per 15 anni assessore regionale, prima all'Urbanistica e poi all'Agricoltura. Barbini, nel 2004 ha interrotto la sua esperienza politica, lasciando tutti gli incarichi per intraprendere un viaggio lungo 100 giorni, con uno zaino come unico bagaglio, che lo ha portato dalla Patagonia all'Alaska. Al ritorno ha scritto del viaggio nel libro “Le nuvole non chiedono permesso” e da quel momento si è dedicato a raccontare nei suoi libri i suoi viaggi successivi (Antartide, Caduti dal muro, I giorni del riso e della pioggia, Il cacciatore di ombre...).
Nel suo ultimo libro, come in un romanzo, si intrecciano la storia maggiore e quella minore. I grandi personaggi come Mitterrand (di cui Barbini è stato amico personale) Berlinguer, Gorbaciov e persone che custodisce nel ricordo, come il padre, operaio comunista. I ricordi personali - dall'infanzia a Cortona al Sessantotto, dall'impegno nel partito comunista ad Arezzo fino al Comitato centrale del Pci - e i grandi scenari nazionali o i misteri di Italia, a partire dalla Loggia P2 di Gelli. Una miniera di vicende e di ritratti in punta di penna. Cinquant'anni di vita politica e istituzionale nel filo di un racconto che mette testa e cuore.
«Un libro inconsueto - si legge nella prefazione - come il suo autore, viaggiatore-scrittore, uomo che ha attraversato le grandi speranze del Novecento per poi cercare nuove ragioni in remote latitudini del mondo. Non un diario o un'autobiografia, anche se qui dentro c'è tutta una vita in cui molti potranno riconoscersi. Piuttosto un viaggio a ritroso, dietro ai fallimenti e alle delusioni della grande utopia comunista e di quanti si sono spesi generosamente per un'idea che prometteva giustizia, eguaglianza, libertà».
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