Gioco
Colpo all’officina Orsini di notte e a volto coperto
Castagneto Carducci, sparite 4 moto da enduro per un valore di 30.000 euro Il titolare: «Scattato l’allarme, hanno calcolato il tempo in cui potevo arrivare»
CASTAGNETO CARDUCCI. Hanno agito indisturbati, attorno alle 4 di mattina, nonostante le videocamere e il sistema di allarme in funzione, portando via tre moto da enduro nuove e una usata, per un valore di circa 30.000 euro. Non ha pace Lorenzo Orsini, titolare dell’omonimo salone, questo è il secondo colpo subìto in poco più di un anno. Eppure ce l’ha messa tutta, sofisticando i sistemi di allarme e collegandoli direttamente a casa sua. Tanto che Orsini è arrivato nel garage in una manciata di minuti, un tempo tuttavia sufficiente ai ladri per mettere a segno il colpo e fuggire. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Donoratico che indagano sul caso coordinati dal comando di Cecina.
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In tre con il volto coperto da passamontagna si sono introdotti nel salone, in località Casone Ugolino a Donoratico, e dopo aver spaccato il cancello hanno divelto il portone d’entrata, probabilmente con un piede di porco. Nel giro di cinque minuti hanno caricato le moto su un furgone e sono scappati senza lasciare traccia. Al danno economico per il furto delle moto si aggiunge quello dei danni al cancello e alla porta del garage, per altre migliaia di euro.
«Sono esasperato – dice Orsini –. Non mi sento per niente tutelato, ho fatto una nuova denuncia, ma cosa cambia? Siamo in balia del niente. Sono arrivato che erano appena scappati. E se ci li trovavo? Magari li aggredivo e mi compromettevo». Che aggiunge: «Nessuno ha sentito niente qui intorno, eppure l’allarme ha suonato e le luci erano accese. Devono conoscere benissimo i miei movimenti. Ci scommetto che hanno calcolato bene il tempo in cui potevo arrivare».
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Alla fine del 2014 la stessa officina, che si trova nella zona industriale del paese di Donoratico, vicino ad alcune abitazioni e alla sede temporanea della Croce rossa italiana, è stata il bersaglio del primo colpo.
All’epoca una banda di professionisti ben organizzata aveva portato via sei moto da cross di cui due appena immatricolate, vari pezzi di ricambio, attrezzature per la diagnostica e altro materiale d’officina per un valore di circa 80.000 euro. Al tempo i carabinieri riuscirono anche a rilevare le impronte digitali lasciate dai malviventi all’interno del salone, ma quelle tracce non hanno portato ad alcun risultato.
Anche questa volta le modalità del furto e la rapidità con cui è stato messo a segno portano a pensare che si tratti di un gruppo organizzato, che agisce piazzando le moto in un giro illegale sui mercati esteri.
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