Il Tirreno

Palazzo Fiorito aumentano i debiti del flop edilizio nel cuore di Cecina

di Manolo Morandini
Una veduta del complesso immobiliare Palazzo Fiorito (foto Michele Falorni/Silvi)
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Una veduta del complesso immobiliare Palazzo Fiorito (foto Michele Falorni/Silvi)

Cecina, in stallo la trattativa dei liquidatori con la Banca Popolare. La società Cecina Futura Srl è sempre più a rischio fallimento

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CECINA. Nebbia fitta su Palazzo Fiorito. Sul complesso realizzato sulle ceneri dell’ex ospedale, nel cuore della città, pesa la crisi finanziaria della Cecina Futura Srl, travolta dal flop immobiliare, con tre quarti del costruito rimasto invenduto. Nel 2010 è stato deciso lo scioglimento della società con la procedura di liquidazione volontaria, ma il rischio alle porte è lo spettro del fallimento. Scenario che rischierebbe di lasciare per anni il palazzo in un limbo e soprattutto con ricadute per chi in quella operazione ha creduto, acquistando una casa, un ufficio o un fondo commerciale.

La sfida raccolta dai liquidatori è di arrivare a un accordo per la ristrutturazione dei debiti in modo da chiudere la procedura di liquidazione entro il 2018. Il tutto tenuto conto che l’istituto di credito di riferimento è la Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno ovvero la ovvero l’insegna che caratterizza la presenza del Banco Popolare in Toscana. È quanto si evince dall’ultimo bilancio della Cecina Futura, relativo all’esercizio 2014, depositato in Camera di commercio e approvato dall’assemblea dei soci a novembre del 2015. Nella compagine sociale la Cavani Immobiliare Srl in liquidazione, con una quota del 65% del capitale sociale, e la Vida Srl con il restante 35%.

Il debito è in crescita. Alimentato dagli interessi sui mutui, le spese condominiali e altre voci che portano la cifra a fine 2014 a quota 16.185.635 euro. Pesano i debiti verso le banche per oltre 9 milioni di euro, i 3 milioni da restituire ai fornitori, 982.679 euro di altri oneri finanziari e 1,8 milioni classificati come altri debiti.

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Una vicenda privata con più di un riflesso pubblico. A Palazzo Fiorito buona parte delle opere di urbanizzazione non è stata terminata. E la richiesta di escussione della fideiussione avanzata nel 2012 dal Comune per il recupero di 432.000 euro dalla polizza a garanzia delle opere non compiute dalla Cecina Futura Srl è finita in tribunale. Il Comune si è visto costretto a resistere in giudizio nei confronti dell’atto di citazione con cui il gruppo Generali Italia Spa, di cui fa parte la Toro (la compagnia con cui fu sottoscritta la seconda fideiussione per Palazzo Fiorito nel 2010) chiede di non pagare nulla all’ente pubblico relativamente alla polizza numero T165000074551.

Il primo sollecito alla Toro per riscuotere la polizza fu fatto a dicembre 2012 dopo che i tentativi eseguiti con la prima compagnia assicurativa (la Italica Spa) erano naufragati anche per il flop della stessa società, in fallimento e coinvolta come parte lesa in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Cassino. Tuttavia il Comune di Cecina non ha mai avuto risposta positiva, nonostante questi soldi sarebbero determinanti per completare parte i lavori mai eseguiti: i marciapiedi di via Marrucci e l'asfaltatura di via Manzoni. Al punto che nel 2013 l’amministrazione comunale conferiva incarico all’avvocato Grassi di procedere al recupero delle somme garantite dalla polizza.Opere che i residenti attendono da anni e che probabilmente resteranno irrealizzate ancora per parecchio tempo.

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