Sicurezza
Sedici dipendenti lasciati senza paga
Bibbona, la coop l’Agorà d’Italia opera nella Casa Fattori I mancati pagamenti dovuti ai ritardi di due aziende sanitarie
BIBBONA. Non hanno riscosso per mesi. Sedici dipendenti della cooperativa L’Agorà d’Italia. Tutti in forza presso la Casa di riposo Carlo Fattori di Bibbona, dove la coop aretina gestisce in appalto i servizi socio assistenziali e generali. Un disagio non da poco. All’origine i ritardati pagamenti dell’Azienda sanitaria 8 di Arezzo per 390.000 euro e dell’Azienda sanitaria di Prato per un importo di 150.000 euro. In tutto 540.000 euro. Soldi legati ad altri appalti ma che nell’insieme della gestione hanno finito per avere un riflesso anche in terra bibbonese.
Il caso era destinato a finire in consiglio regionale della Toscana. Dal 25 gennaio c’è un’interrogazione depositata da Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, in cui chiede al presidente dell’aula “le motivazioni per le quali le Asl non hanno onorato nei termini previsti i pagamenti”, ma anche “in che modo si intenda porre fine a tale condotta, omissiva e lesiva nei confronti dei lavoratori”. Il tutto su segnalazione della lista di minoranza Responsabilità civica, che rivendica un ruolo decisivo nella soluzione della querelle. «La problematica giunta al sindaco di Bibbona e ai sindacati locali, aveva portato questi ad avviare dei tavoli di discussione mentre il personale dipendente attendeva invano un bonifico che non arrivava mai», sottolinea il capogruppo Massimiliano Rugo.
Dopo la segnalazione da alcuni cittadini, i consiglieri del gruppo di minoranza hanno avviato una verifica «contattando la direzione della cooperativa, la quale, con non poco imbarazzo, confermava la problematica degli stipendi arretrati dovuta ai ritardati pagamenti di alcune fatture da parte delle Asl di Arezzo e di Prato». E aggiunge: «Il tutto avveniva tra giovedì 21 e venerdì 22 gennaio, tre giorni dopo, il 25, i bonifici a favore dei lavoratori erano finalmente partiti».
La casa di riposo Fattori «è un’eccellenza sul territorio che non ha eguali, una struttura familiare, pulita e decorosa dove i suoi 28 ospiti sono rispettati in casa loro, una eccellenza data anche dal contributo delle 16 lavoratrici dipendenti dell’Agorà d’Italia che vi lavorano da anni con passione e dedizione rinnovata, non lasciando nulla al caso». E conclude: «Esiste una politica fatta di partiti, di trattative e tavoli sindacali che si perdono nel tempo ma ne esiste anche un’altra, quella fatta del pragmatismo la praticità e la buona volontà di chi ci mette la faccia, dove talvolta una telefonata e quattro righe ben scritte valgono più di cento tavoli di discussione, specialmente per chi con un solo stipendio ci deve campare una famiglia».
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