Il Tirreno

Rifiuti, a Cecina il 30% di sconto sulle seconde case fino a 50 metri quadri

di Manolo Morandini
Una veduta aerea dell'abitato di Cecina
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Una veduta aerea dell'abitato di Cecina

Cecina, la proposta è allo studio dell’amministrazione comunale. L'assessore alle Finanze Federico Cartei: «Lo sconto è finanziato dalle abitazioni più grandi. Si tratta di una manovra a saldo zero»

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CECINA. Quelli con il broncio saranno molti di meno di chi avrà un motivo in più per sorridere. Lo dicono i numeri. Quelli delle simulazioni con cui l’amministrazione comunale di Cecina punta a rivedere il carico della tariffa sui rifiuti (Tari) in capo ai proprietari di seconde case. Via il parametro dei quattro abitanti equivalenti a prescindere dalla superficie dell’appartamento. In trenta metri quadrati non c’entra lo stesso numero di persone che in una casa di novanta metri quadrati. Un’ovvietà, che in questi anni non è mai stata presa in considerazione. Si punta a far pagare di più i proprietari di abitazioni più grandi, con una sorta di gradualità a scaglioni. Questo il succo della proposta della giunta, ancora da affinare e passare al vaglio politico.

«Si tratta di una proposta che è ancora da vagliare – sottolinea l’assessore alle Finanze di Cecina Federico Cartei –. Abbiamo verificato i criteri applicati nei comuni della costa, da Livorno fino a Piombino, e in nessun caso si utilizza il criterio dei quattro abitanti equivalenti».

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La proposta è di una manovra a saldo zero. Obiettivo: la redistribuzione del carico tariffario all’interno della platea dei proprietari di seconde case. «L’idea è di introdurre un elemento di maggiore equità, tenuto conto anche che molti di questi immobili per larga parte dell’anno non vengono utilizzati – afferma l’assessore Cartei –. Il meccanismo prevede che l’importo di cui vengono sgravate le piccole abitazioni sia spalmanto su quelle di maggiore superficie, con il risultato che al di sotto della soglia dei 50 metri quadrati i proprietari andranno a pagare di meno». La misura, stando al modello delle simulazioni prevede un risparmio nell’ordine del 30% per chi ha una seconda casa al di sotto dei 50 metri quadrati. «Per le abitazioni con superficie compresa tra i 50 e i 70 metri quadrati, che sono anche le più diffuse – dice Cartei –, non cambierà niente rispetto allo scorso anno, la tariffa sarà invariata».

L’ipotesi guida per modulare l’impatto della Tari è di prevedere in appartamenti entro i 30 metri quadrati di superficie due abitanti che salgono a tre nella fascia da 30 a 50 mq per poi passare a quattro tra i 50 e i 70 metri quadrati di superficie. Ed è per quest’ultima classe di abitazioni che rispetto al precedente regime non ci sarebbero novità. Una sorta di dimensione confine al di là della quale potrebbero scattare gli aggravi, se la proposta troverà il necessario consenso politico. In pratica, la manovra ipotizza per gli appartamenti con superficie maggiore di 70 metri quadrati ma non superiore a 100 che gli abitanti, e quindi la relativa produzione di rifiuti, equivalga a quella annuale di cinque persone. Oltre i centro metri quadrati, invece, il parametro sale a 6 persone.

«Siamo ancora in una fase di studio – conclude l’assessore Cartei –. Contiamo di chiudere la manovra in tempo utile per presentarla in consiglio comunale nella prima metà di marzo».

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