Il Tirreno

Liquidata Enertech ora ridurre la Tari

«Finalmente la giunta comunale ha liquidato il "socio scomodo" Enertech». Così Maurizio Marchi, Medicina Democratica, sul nuovo assetto di Rea. «Forse è merito - scrive Marchi - anche del nostro...

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«Finalmente la giunta comunale ha liquidato il "socio scomodo" Enertech». Così Maurizio Marchi, Medicina Democratica, sul nuovo assetto di Rea. «Forse è merito - scrive Marchi - anche del nostro esposto alla Magistratura che avanzammo un anno fa. Ricordiamo che nel novembre scorso il vice sindaco Donati ammise in consiglio comunale, ripreso dalla stampa, che Enertech non aveva neanche il certificato antimafia, sorvolando sul fatto che nessuna amministrazione pubblica può avere rapporti d'affari con chi non ha questa certificazione.

Ora è doverosa la diminuzione della Tari sui cittadini, del 25 %, quanto ci costava il privato parassita». «Siamo convinti che i cittadini tartassati si aspettano questo, come si aspettano una politica virtuosa dei rifiuti: il non ingresso in Retiambiente, già oggi società per azioni, che è in attesa di essere a sua volta privatizzata in mano a Acea, Iren o Hera, non appena le cordate del Pd nazionale si saranno messe d'accordo su quale di esse potrà succhiarci il sangue nell'Ato toscana costa . Noi ribadiamo, con 27 milioni di elettori del referendum del 2011, fuori i privati dalla gestione dei rifiuti (e dai servizi pubblici in generale), Rea e Rit restino di esclusiva proprietà pubblica, a "filiera corta" e controllabili dal basso, anche viste le penose esperienze precedenti».

Md conclude: «E si avvii finalmente una politica di riduzione della discarica ad un ambito locale, l'inizio della sua bonifica verso la sua chiusura nel 2020 (termine dell'autorizzazione), la sua indisponibilità ai rifiuti speciali di qualsiasi tipo. E si avvii una politica spinta di raccolta differenziata "porta a porta", che porterebbe in pochi anni all'inutilità della discarica stessa e al massimo recupero e riciclaggio dei materiali che oggi ancora la riempiono, esponendoci alle sanzioni dell'Unione Europea. Ma sapranno i nostri eroi, gli stessi che fino ad oggi ci hanno costretto a foraggiare i parassiti, compiere una tale svolta seria e virtuosa ? Abbiamo forti dubbi».

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