Gioco
Dall’evasione recuperati 750.000 euro in un anno
CECINA. Il recupero da evasione o elusione della Tari, la tariffa rifiuti che i cecinesi dal 2011 pagano direttamente al Comune lo scorso anno ha fruttato circa 750.000 euro. Questo in prima battuta...
CECINA. Il recupero da evasione o elusione della Tari, la tariffa rifiuti che i cecinesi dal 2011 pagano direttamente al Comune lo scorso anno ha fruttato circa 750.000 euro. Questo in prima battuta il risultato dei 9.000 avvisi di accertamento inviati a settembre 2015 a una platea di circa 3.000 posizioni. Si tratta di utenze domestiche, contribuenti che avrebbero indicato una metratura diversa da quella iscritta all’Agenzia del territorio o non avrebbero pagato mai una bolletta. Il restante sono imprese, tra cui società edili e stabilimenti balneari con posizioni rilevanti per l’importo, finite sotto la lente dei controlli. Bollette insolute ereditate dal passato, relative agli anni dal 2011 al 2014, che una volta incassate consentono all’amministrazione comunale di ridurre il fondo per i crediti di dubbia esigibilità, liberando risorse per altri interventi.
«La cifra recuperata incoraggia ad andare avanti e ci rafforza anche nella convinzione che è un’azione da fare perché ci sono degli importi consistenti da riscuotere e per fare in modo che a pagare non siano sempre gli stessi». Questa la filosofia che ispira l’azione dell’amministrazione comunale di Cecina. «È un modo per rendere più equa la tassazione – ha più volte sottolineato l’assessore alle Finanze Federico Cartei –. Ma sul fenomeno pesa anche il difficile periodo economico che sicuramente spiega in parte i mancati pagamenti da parte di famiglie e imprese». I contribuenti hanno ricevuto avvisi bonari per chiarire le loro posizioni. Quelli non andati a buon fine prossimamente verranno iscritti al ruolo e le pratiche saranno passate per la riscossione coattiva ad Equitalia.
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