La manifestazione
Abusi edilizi, gli edifici vanno al Comune
Approvato il regolamento, l’assessore: «Se il proprietario non demolisce, utili a fini pubblici. Magari come case popolari»
ROSIGNANO. Stretta sugli abusi edilizi. Sulla base del nuovo regolamento, approvato dalla giunta con la delibera 14 dello scorso 26 gennaio, l'amministrazione comunale potrà decidere di diventare proprietaria dell'immobile sul quale è riscontrato l'abuso.
Questo, certo, solo al termine di un percorso ben definito che in alcuni casi prevede la demolizione della struttura. «Finora - spiega Margherita Pia, assessore all'urbanistica - non era mai stato preparato un regolamento dettagliato per questo settore». Il documento approvato fornisce nel dettaglio tutti i passi per l'organizzazione, anche gestionale, dell'attività di repressione degli abusi edilizi.
Un documento basato chiaramente sulle normative nazionali, che vuole anche spiegare ai cittadini «a che cosa si va incontro nel caso si commettano abusi edilizi», spiega l'assessore. Insomma «vuole essere anche un modo per educare alla prevenzione di questi reati», assicura Pia.
Nel dettaglio, il nuovo regolamento prevede che i controlli sull'attività edilizia dei privati siano messi a segno dal personale della polizia municipale, di propria iniziativa, su richiesta di atri settori dell'amministrazione o su esposto di cittadini.
Ancora, il documento approvato nei giorni scorsi dalla giunta sottolinea che «nel caso di una pluralità di opere abusive realizzate, anche in periodi temporali diversi, si deve applicare il principio dell'unitarietà dell'intervento edilizio. La relativa qualificazione deve essere formulata valutando l’opera complessiva».
Come è successo finora, nel caso di accertamento di abuso edilizio saranno applicate le sanzioni previste dalle normative statali e regionali e, nel caso vengano accertate ipotesi di reato, la polizia municipale dovrà darne notizia alla Procura della Repubblica.
Chiaro che a questo punto il proprietario della struttura con abusi edilizi sarà chiamato a demolirla. Se ciò non avviene chiaramente l’ente comunale provvede a quantificare una multa per mancata demolizione.
La vera novità è successiva a tutti questi passaggi. Infatti il nuovo regolamento prevede che «il consiglio comunale decide sull’acquisizione e valuta l’esistenza o meno di prevalenti interessi pubblici che possano giustificare il mantenimento dell’opera».
«In pratica - termina Pia - se il proprietario non demolisce l’edificio, o lo fa il Comune rimettendo a lui le spese, oppure l’ente decide di incamerare l’immobile, che può essere usato per fini pubblici, come ad esempio come alloggio popolare».
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