Il dolore
Quindicenne squalificato per 4 anni
Pugni all'arbitro, fermato calciatore del Donoratico. Altri quattro puniti, multata la società
DONORATICO. Quattro anni di squalifica ad un calciatore che non ne ha ancora compiuti sedici. Basta questo dato, ufficializzato dal comunicato ufficiale della Figc, per far capire come il giudice sportivo abbia usato la mano pesante nei confronti del Donoratico calcio.
Sabato scorso, infatti, al “Bagicalupo” era andato in scena il derby degli allievi 2000 tra i padroni di casa e il Palazzi Monteverdi. Sul risultato di 3-0 per gli ospiti, e in seguito a proteste, offese e aggressioni all’arbitro il Donoratico si era visto espellere ben cinque giocatori. Costringendo il direttore di gara Andrea Callari della sezione Aia di Piombino a sospendere la gara.
Da poco è stata ufficializzata la decisione del giudice sportivo che è stato durissimo nonostante la giovane età di tutti i giocatori coinvolti. Prima di tutto il Donoratico dovrà pagare una multa da 150 euro, ma questo è sicuramente il punto meno problematico. Un giocatore, infatti, è stato squalificato fino al 6 febbraio del 2020. Quattro anni perché «si dirigeva verso il d.g. e dopo aver percorso circa trenta metri lo colpiva con due pugni a mano aperta sul petto provocandogli intenso dolore ed una breve mancanza di respiro e lo faceva indietreggiare di quattro passi. Successivamente spingeva il d.g. per altre due volte sul petto facendolo indietreggiare e nel contempo tentava di colpirlo con un pugno.
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Alla notifica offendeva e minacciava il d.g. tentando più volte di venire a contatto con lo stesso non riuscendovi per il pronto intervento dei compagni di squadra. Al rientro negli spogliatoi il d.g. presentava sul petto evidenti segni nei punti in cui era stato colpito». Più che un bollettino della Figc, un bollettino di guerra. Non è andata meglio agli altri espulsi del Donoratico. Un giocatore è stato squalificato per sei giornate perché «rivolgeva frasi offensive al d.g. e alla notifica tentava di aggredirlo reiterando le offese e minacciandolo».
Ci sono, poi, altri tre giocatori squalificati per quattro gare ciascuno. Qui nessun contatto fisico con l’arbitro ravvisato, ma offese reiterate, applausi ironici e atteggiamenti minacciosi. Tutti da giovani che per la maggior parte non hanno ancora compiuto sedici anni. Anche gli adulti, curiosamente sempre nella stessa categoria, non hanno dato il buon esempio nell’ultimo turno di campionato.
Un dirigente del Cecina, infatti, è stato squalificato fino al 6 agosto 2017 perché «in qualità di assistente di parte entrava indebitamente sul terreno di gioco rivolgendo frasi irriguardose al d.g. e alla notifica scagliava la bandierina contro il petto dello stesso provocandogli momentaneo dolore».
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