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Cecina, alleanza con Volterra

Cecina, alleanza con Volterra

L’idea del sindaco Lippi a margine della Giornata del malato

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CECINA. Con la celebrazione della Giornata mondiale del malato e degli operatori sanitari nell’anno della Misericordia, ieri in ospedale, il vescovo Alberto Silvani e le autorità invitate hanno lanciato più di un messaggio. Intanto, è con la comprensione e il buonsenso che si aiuta chi soffre, sostenendolo in ogni momento.

Nell’occasione, il sindaco di Cecina Samuele Lippi ha sottolineato che «la riforma sanitaria è positiva, ma dobbiamo domandarci quale ruolo abbia il nostro ospedale all’interno dell’Area vasta». Servono dunque nuove alleanze, anche con il presidio di Volterra.

Prima dell’incontro in biblioteca si è svolta la messa. «Preghiamo il Signore – ha affermato Silvani – e chiediamogli la forza per svolgere la nostra missione verso chi soffre». I medici e gli infermieri sono i primi ad affrontare il problema, ma è attraverso la condivisione dei valori e il buon comportamento quotidiano che si aiutano le persone in difficoltà, rimanendo loro vicini in ogni momento della giornata. Consapevoli di quanto il momento – ossia la crisi non soltanto finanziaria di questi anni – sia difficile da vivere e da superare. Vescovo e autorità hanno parlato di «dittatura economica e pensiero unico», riferendosi senza mezze misure ai tagli insistenti che riducono i servizi essenziali e ai profondi cambiamenti che riguardano la società, le nostre abitudini e la morale.

Un pensiero, dagli ecclesiastici e dai colleghi dell’ospedale è stato dedicato ad Andrea Isolani, morto a dicembre dell’anno passato dopo anni di lavoro nella struttura.

Il dottor Gabriele Gazzarri, che si occupa di riabilitazione, ha aperto la conferenza in biblioteca sul tema “Essere misericordiosi verso i malati: una sfida agli operatori sanitari nell’anno della misericordia”, sottolineando che i ricoverati hanno una dignità e meritano rispetto. Sul concetto di misericordia si è sviluppato anche l’intervento della dottoressa Costanza Galli, primario del reparto Cure palliative di Livorno. Pregare, educare e fare qualcosa, ha ricordato la religiosa, perché è con atti concreti che si risolvono i problemi. E non con l’indifferenza e l’egoismo o, peggio, l’assenza e la fuga dalle responsabilità. Prima della visita ai reparti, al vescovo sono state consegnate le offerte per aiutare alcune popolazioni della Nigeria.

Michele Falorni

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