Il Tirreno

Rogo al capannone, il tetto era di eternit

I risultati dei prelievi di Arpat e Asl confermano: «L’amianto non risulta nei residui bruciati»

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ROSIGNANO. Il tetto del capannone del Bazar Antiqua, distrutto dal fuoco nella notte tra il 5 e il 6 febbraio, era di eternit. Ma l’amianto non risulta nelle fibre di combustione degli oggetti che sono stati analizzati.

Lo hanno accertato le analisi dei campioni prelevati dai tecnici Arpat, intervenuti nel pomeriggio di sabato nella zona delle Morelline con i colleghi del servizio di igiene e sanità pubblica dell’Azienza sanitaria.

L'incendio, lo ricordiamo, si era sviluppato nella notte e al momento del sopralluogo del personale Arpat e Asl, era già stato spento dai vigili del fuoco. Non appena è emersa l’ipotesi che il tetto del capannone potesse contenere amianto, i vigili del fuoco lo hanno segnalato al Comune che oltre ad allertare Asl e Arpat ha avviato le procedure di bonifica e messa in sicurezza.

«In particolare - si legge in una nota di Arpat - sono stati effettuati campionamenti di un frammento di copertura del fabbricato, recuperato dai vigili del fuoco all'interno della proprietà (non accessibile, per questioni di sicurezza), per verificarne la natura e quindi stabilire se contenesse fibre di amianto e dei residui di combustione dei manufatti in legno posizionati dai vigili del fuoco all'esterno della proprietà durante le operazioni di spegnimento».

«Non avendo certezze - spiega il vicesindaco e assessore all’ambiente Daniele Donati - e in attesa dell’esito dei campionamenti, da subito abbiamo deciso di avviare comunque la procedura prevista nei casi di presenza di amianto. Questo chiaramente a scopo precauzionale».

Ieri il risultato delle analisi sui campioni prelevati, effettuate dall’Unità operativa radioattività ed amianto del settore laboratorio dell'Area vasta Centro. «Gli esiti - termina la nota Arpat - confermano la presenza di amianto nella copertura, mentre non sono state riscontrate fibre nei residui di combustione raccolti».

«Ciò fa pensare - termina Donati - che il rogo non abbia sprigionato fibre di amianto. Ripeto però che nel dubbio abbiamo fatto la bonifica preventiva in maniera da garantire sin dalle ultime ore dell’incendio la maggior sicurezza possibile per i cittadini e per l’ambiente. Adesso dopo le verifiche statiche sul capannone, sarà il proprietario a stabilire se demolirlo o ristrutturarlo (in questo caso incapsulando il tetto che contiene eternit )».(a.c.)

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