Il dolore
Urbanistica, gli studi ai privati
Il primo gruppo di tecnici non aveva i requisiti, affidati ai secondi classificati
ROSIGNANO. Costeranno circa 70mila gli studi a supporto del Piano operativo, in sostanza il nuovo regolamento urbanistico di Rosignano. «Si tratta – come spiega l’assessore all’urbanistica Margherita Pia – di studi propedeutici al Piano operativo composti in particolare da approfondimenti geologici ed idrogeologici». Approfondimenti richiesti dalla legge della Regione Toscana del 10 novembre del 2014. Il Comune ha disposto di procedere all’affidamento degli studi tramite una gara, previa manifestazione di interesse. Affidamento che si era aggiudicato un raggruppamento di professionisti. «A seguito della puntuale e dovuta verifica – spiega Pia – che ha mostrato la mancanza di alcuni requisiti, gli studi sono stati affidati ad un altro studio associato, secondo classificato nella gara». Anche in questo caso si tratta di un raggruppamento composto da Geoprogetti studio associato, dottor Francesco Paolo Nicoletti, Pfm srl, ing. Nicola Croce. Ma al di là delle formalità burocratiche, la legge regionale porta cambiamenti sostanziali nella stesura del nuovo Piano operativo e, in particolare, delle schede tecniche previste al suo interno. Di fatto la legge detta nuove norme per il governo del territorio e chiede esplicitamente studi sulla struttura geomorfologica delle varie aree, studi sull’ecosistema, sulle risorse naturali nonché studi sismici. Studi per i quali il Comune ha deciso di avvalersi di tecnici esterni. «Parallelamente – spiega l’assessore all’urbanistica – con i tecnici interni del Comune stiamo andando avanti con il Piano operativo». La prestazione dei servizi richiesti al raggruppamento che ha vinto la gara indetta dal Comune è volta alla revisione di un quadro conoscitivo «relativo – spiega Margherita Pia - alla composizione geologica del territorio, quella idrogeologica e sismica, nonché studi su flora, fauna, agricoltura e paesaggio». Il raggruppamento che è risultato vincitore «avrà sei mesi di tempo dalla firma del contratto per presentare gli studi». Studi come la Vas che, comunque, avrebbero dovuto accompagnare ogni singolo progetto eventualmente inserito nel nuovo piano operativo.
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