Il Tirreno

S. Luce, il Pd chiede le primarie e spunta la candidatura Carli

S. Luce, il Pd chiede le primarie e spunta la candidatura Carli

Colpo di scena nella campagna elettorale per le amministrative di giugno: un gruppo di iscritti critica l’operato del sindaco Marini e chiede alla segreteria provinciale un’assemblea urgente

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SANTA LUCE. Colpo di scena nella campagna elettorale di Santa Luce per il rinnovo degli organi comunali. Dopo la ricandidatura del sindaco uscente Andrea Marini, dal Partito democratico santalucese arriva infatti la richiesta di un’assemblea urgente che definisca i tempi e i modi delle primarie. E spunta il nome dell’anti-Marini, l’ex assessore all’urbanistica del comune di Cecina Giamila Carli, che a Santa Luce ha cominciato la propria carrieria politica proprio come sindaco. Anche se è prematuro parlare di candidatura, e la stessa Carli definisce le voci di un suo ritorno in campo “illazioni”, certo la riconferma di Marini, eletto nelle amministrative 2011, non è una candidatura univoca. Lo si capisce bene dal contenuto della lettera a firma di un gruppo di iscritti al partito che si rivolgono al segretario provinciale di Pisa Alessio Lari e alla segretaria comunale Enza Mascia chiedendo la convocazione di un’assemblea comunale entro la metà di febbraio in vista delle amministrative del prossimo giugno, un’assemblea che traghetti il partito alle primarie. Unico modo per evitare “lacerazioni” e divisioni. Nella lettera si critica apertamente l’operato del sindaco e della giunta in carica. «In questi cinque anni di mandato del sindaco Marini - si legge - ci sono state offerte pochissime occasioni di confronto sia con la segreteria locale del partito ma soprattutto con l'amministrazione che cinque anni fa abbiamo contribuito attivamente ad eleggere e che, purtroppo, non è stata capace di creare prospettive ed occasioni di crescita e sviluppo del nostro comune, anche in termini di visione territoriale».

Gli iscritti firmatari della lettera sottolineano che si sarebbero aspettati un percorso aperto, ovvero che il partito organizzasse una serie di assemblee «al fine di ricercare una soluzione quanto più condivisa su programmi e su chi dovrà guidare nei prossimi anni il governo del territorio. Tutto ciò non è avvenuto ed anzi è stata prospettata come unica possibilità quella di una ricandidatura di Marini. Senza il benché minimo bilancio di quanto è stato fatto in questi 5 anni e di un relativo confronto». Nella lettera si parla di una «inspiegabile chiusura dei dirigenti del Pd locale», e del rischio «di una pesante sconfitta politica». Perché «un grande partito vive se le decisioni assunte vengono rispettate e se non si cambiano in corsa le regole della democrazia interna». Insomma, a fronte di questo «imbarazzante silenzio» la richiesta è di avviare il percorso delle primarie, «convinti che questo processo partecipativo ridarà fiducia ai tantissimi cittadini che vedono come ultima spiaggia il voto di protesta o addirittura il disimpegno. La posta in palio è il futuro della nostra comunità e del nostro territorio. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di nuove lacerazioni che sarebbero inevitabili se a prevalere fosse la scelta di far saltare le primarie o di renderle ininfluenti». (m.m.)

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