Proteste
Quel parco immerso nell’incuria
Castiglioncello: viaggio nel giardino del Pasquini. tra viale pieni di buche, fioriere rotte e cartelli di pericolo
CASTIGLIONCELLO. I cartelli posizionati lungo il viale d’accesso del castello Pasquini, sul muro che delimita la scalinata che porta alla sala principale del castello dove ogni settimana vengono celebrati i matrimoni parlano da soli. “Attenzione – c’è scritto in caratteri rossi – le scale e il pavimento del loggiato sono logori, camminare con prudenza”.
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Camminare con prudenza anche nel viale del castello e lungo la passeggiata don Milani. La passeggiata che costeggia il parco e la ferrovia. Avvisi lasciati per indicare lo stato di vetustà e mancata manutenzione in cui riversa il parco e con esso le strutture al suo interno. Vent’anni fa l’intera struttura, compresa la Virgola (oggi centro per l’arte Diego Martelli che si affaccia su piazza della Vittoria), fu soggetta ad un restauro conservativo curato dall’architetto Nicola Toncelli. Fu aperto un varco per collegare il centro di Castiglioncello con il parcheggio che sovrasta il castello: arcate, fiori, vasi di terracotta, scalinate, anfratti. Niente fu lasciato al caso. Al posto dei campi da tennis, un anfiteatro per 150 persone; fu resa agibile la Limonaia, oggi un bistrot dove vengono organizzati eventi soprattutto in estate; nacque un sistema di piccole piazze, ricoperte di coccio pesto per non creare impatto con l’ambiente circostante. Blocchetti in tufo, muri perimetrali intonacati con calce colorata. E poi il restauro, anche pittorico, all’interno delle sale che compongono il castello. Un lavoro complessivo terminato nel 1998, e pagato in buona parte dai contributi europei.
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Oggi, dopo quasi vent’anni, questo complesso ha urgente necessità di manutenzione. Il nostro viaggio inizia proprio dalle scalinate che da piazza della Vittoria portano al parcheggio. La fioriera rotta a luglio dello scorso anno è ancora lì, decapitata, a fare bella mostra di sé. Il muro che sorregge la prima arcata che segna il percorso per raggiungere il sovrastante parcheggio, si sta sgretolando. Il coccio pesto della piazzetta retrostante la Virgola, quasi non esiste più. Le vasche, un tempo fontane (rispettivamente una davanti alla Virgola l’altra vicina allo spazio giochi per bambini), piene di foglie marcite in acqua stagnante. Scalini rotti ovunque. Il tracciato del viale principale è ormai quasi inesistente: sgretolato, e pieno di dossi sui quali facilmente possono inciampare le persone, soprattutto anziani e bambini. Scrostati i muri dei piccoli edifici a corredo del parco accanto ai quali sono stati addossati mattoni o materiale di scarto.
Anche il piccolo parco giochi con i suoi tavolini in legno ormai scheggiati, sarebbe da riqualificare. Persino le scale sulle quali salgono ogni settimana sposi e parenti vestiti di tutto punto per la cerimonia che si tiene nel salone principale, sono rotte. Per questo è stato affisso il cartello che indica il pavimento ormai logorato.
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Cartelli che spuntano ovunque, come se bastasse un avviso scritto con inchiostro rosso a salvare l’immagine di questa realtà che ogni anno accoglie migliaia di persone. Un complesso che, pur necessitando di interventi urgenti di manutenzione, conserva il suo fascino. È qui che a partire dal 1861 Diego Martelli riuniva gli amici pittori dando vita alla corrente dei “macchiaioli”. È qui che si organizzano mostre e eventi come quelli legati al cinema o al teatro. Anche fosse solo per questo, per ricordare la storia artistica del paese, l’intero complesso meriterebbe un occhio di riguardo.
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