La manifestazione
Smith Bits, la crisi continua altre 13 settimane in “cassa”
Giovedì sindacati e azienda a Pisa per prorogare l’ammortizzatore sociale Pagni (Fiom Cgil): «Situazione ancora incerta, la produzione è in stallo»
SALINE DI VOLTERRA. Altre tredici settimane di cassa integrazione alla Smith Bits. Giovedì la firma tra sindacati e azienda nella sede dell’Unione industriale pisana e i prossimi mesi ad aspettare ancora commesse dal settore petrolifero che, evidentemente, arrivano sempre più col contagocce. Continua, quindi, la situazione di forte incertezza per la ditta di Saline di Volterra, malgrado la sforbiciata al personale data nell’estate scorsa con la dura vertenza sfociata nella perdita del posto per 114 lavoratori.
Un quadro fortemente critico quello che emerge dalla situazione attuale per l’azienda controllata dal gigante del petrolio Schlumberger che recentemente ha licenziato 10mila persone nelle sue varie divisioni sparse nel mondo. «Il momento è difficile - spiega Andrea Pagni, della Rsu in quota Fiom Cgil - perché non si riesce a vedere la luce in fondo al tunnel. La dirigenza di Smith Bits vive alla giornata, aspettando commesse che, però, non arrivano. Il prezzo del petrolio in forte calo non agevola il miglioramento delle prospettive».
Dopo il periodo di cassa integrazione aperto a novembre, ne arriveranno altre con la firma di giovedì. Ma il paradosso è che per il mese di febbraio non dovrebbe essere fatto ricorso all’ammortizzatore sociale. «È vero - riprende il dindacalista - ma questo non vuol dire che i volumi produttivi sono aumentati. Semplicemente c’è stato uno spostamento da gennaio a febbraio, perché questo mese abbiamo lavorato circa la metà delle giornate effettive. E quindi febbraio, almeno per le prime due settimane, saranno lavorate a pieno da tutti. Poi si vedrà».
Già, perché è il futuro a spaventare notevolmente i 78 dipendenti rimasti. Ma è un po’ tutta la Valdicecina a essere preoccupata rispetto a una delle realtà occupazionali più importanti della zona. «Per fortuna possiamo ricorrere agli ammortizzatori sociali dice ancora Pagni - perché altrimenti in questa fase sarebbe davvero difficile. Non c’è lavoro per tutti e anche i volumi produttivi che erano stati indicati alla fine della vertenza stanno mancando. La speranza è che il contesto internazionale migliori, perché altrimenti realtà come la nostra sono destinate a soffrire in maniera notevole».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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