Il Tirreno

Le onde arrivano nei garage Sos da via del Lungomare

di Elisa Pastore
Le onde arrivano nei garage Sos da via del Lungomare

Vada, residenti e titolari di stabilimenti balneari lanciano un appello L’assessore Pia: «Piano antierosione finanziato, ma bloccato in Regione»

3 MINUTI DI LETTURA





VADA. Sono anni ormai che i cittadini di Vada attendono l'avvio del progetto antierosione. Un progetto che sembrava in dirittura d'arrivo nella primavera del 2014, tant'è che l'allora assessore provinciale al turismo Paolo Pacini ipotizzava tempi certi di realizzazione. Parlava di benefici per il settore turistico locale dalla stagione successiva. Però la cittadinanza sta ancora aspettando.

In particolare, per coloro che subiscono notevoli danni ogni volta che si manifesta una forte mareggiata. Il progetto infatti – lo ricordiamo – prevedeva sia la realizzazione di tre pennelli tra i bagni la Barcaccina e la Bucaccia che il ripascimento della spiaggia nella quale dovevano essere riversati circa 19mila metri cubi di sabbia. Un'opera che serve a frenare l'azione erosiva del mare ed impedire che in caso di forti mareggiate le onde arrivino fino al centro abitato. Ad essere colpiti, di fatto, ogni qualvolta si manifestino onde di burrasca sono in particolare i bagni La Barcaccina. Uno stabilimento che nel corso di dieci anni ha visto diminuire la spiaggia di oltre 15 metri di lunghezza. Non solo, l'acqua salata si riversa spesso anche sulla strada, finendo nei giardini privati e nel campo sportivo. In rari casi arriva fino alla fine di via Mar Mediterraneo, dirigendosi verso il centro abitato. «Lavoriamo con il terrore – spiega Ilaria Musto della Barcaccina – ogni giorno guardiamo il meteo e se attendiamo una mareggiata stiamo male dentro. Di fatto, oltre ad arrecare seri danni alla struttura dello stabilimento, durante l'estate si creano dei forti disagi ai nostri clienti. E se le mareggiate, come nel 2011, si ripetono ogni settimana non riusciamo a gestirle». Occorrono circa 4 giorni per risistemare l'intero bagno. Le cabine, così come il bar, una volta tolta l'acqua, si ritrovano con oltre 20 cm di sabbia mista ad alghe. «Se attendiamo ancora – prosegue – il progetto da definitivo diventa obsoleto e noi ogni anno lavoriamo sempre peggio». Il fenomeno infatti - come ha fatto presente anche Eusebio Evangelisti, amministratore di 7 appartamenti su via Lungomare – si ripete dagli anni '80, tanto che siamo corsi ai ripari con cancelli in acciaio inossidabile. «L'acqua – ha detto – arriva nel giardino danneggiando le fondamenta dello stabile. A volte entra nei garage e nelle fosse biologiche». «Noi non siamo residenti – ha aggiunto – per cui ogni volta che veniamo troviamo delle sorprese e dobbiamo rimediarle sempre a spese nostre».

Possibile – si chiede – che non si sia ancora trovata una soluzione? A spiegare quindi l'attuale fase di stallo del progetto è l'assessore Margherita Pia. «Abbiamo chiesto già da qualche mese alla Regione – ha detto – alla quale è passata la specifica competenza dalla Provincia, di poter realizzare noi come Comune l'opera». «L'assessore regionale all'ambiente – ha sottolineato - si è fatto carico di darci una risposta il prima possibile dal momento che il progetto godeva di finanziamenti. I soldi sono già in disponibilità della Regione, mi auguro che si possa risolvere presto la questione poiché Vada ha bisogno dell'intervento». Un intervento da circa 1 milione e 200mila euro che non partirà in ogni caso entro la prossima stagione estiva.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa