Sicurezza
Dal flop Publitour ai giorni nostri
Una vicenda tormentata quella della gestione di Villa Guerrazzi. Inizia il 7 ottobre 2008 quando alla Cinquantina sbarcano fra le fanfare i veneti della Publitour accompagnati da uno sponsor...
Una vicenda tormentata quella della gestione di Villa Guerrazzi. Inizia il 7 ottobre 2008 quando alla Cinquantina sbarcano fra le fanfare i veneti della
Publitour accompagnati da uno sponsor politico di peso come l'ex ministro leghista dell'Agricoltura Luca Zaia. Devono rilanciare la dimora, ristorante compreso, che sta attraversando un periodo infelice e invece fanno le valigie 9 anni prima della scadenza del contratto, lasciando al Comune un buco di 180mila euro. Rientreranno, però, dalla finestra visto che la Provincia assegnerà loro la gestione della Beta (Borsa europea del turismo) con l'obbligo di risarcire il buco in 3 rate da 60mila euro in 3 anni. Intanto, però, palazzo civico deve risolvere la grana del ristorante chiuso che non aiuta certo la promozione di convegni e incontri che si organizzano nella cornice della villa. Così viene fatto un nuovo bando, che non ha fortuna. Fino all'ultimo che porterà all’assegnazione - siamo nel 2013 - del ristorante dell’immobile alla Ruby srl. Intanto però l’amministrazione comunale non avrebbe mai riscosso il credito nei confronti di Publitour. Che - secondo quanto riferito tempo fa dall’assessore al bilancio Federico Cartei - ammonta a 100.000 euro, perchè una quota (80mila) sarebbe già stata scalata dalle casse comunali fino a quando il consorzio veneto ha organizzato la Borsa Europea del Turismo a Cecina.
Due erano le strade che si aprivano davanti all’amministrazione comunale: l'inserimento nel passivo e l'escussione di una polizza fideiussoria stipulata con la
Publitour per la
Cinquantina. Fu deciso di inserirsi nel passivo. Ad oggi, a quanto pare, questi soldi non sarebbero stati ancora recuperati.
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