Il Tirreno

Solvay acquisterà la centrale Rosen

di Anna Cecchini
Il tavolo dei relatori per la prsentazione del progetto "La valorizzazione del parco industriale" (foto Falorni)
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Il tavolo dei relatori per la prsentazione del progetto "La valorizzazione del parco industriale" (foto Falorni)

Papavero: «Investimento da 50 milioni per garantirsi energia»

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ROSIGNANO. Solvay entra nel business dell’energia, acquistando la centrale turbogas di Rosen. E diventando di fatto produttrice di energia e di quel vapore indispensabile per far proseguire buona parte delle attività produttive all’interno del parco industriale. La garanzia di veder soddisfatto il fabbisogno energetico per il futuro, a prezzi concorrenziali, diventa base fondamentale per l’ingresso di nuove realtà imprenditoriali all’interno del perimetro dello stabilimento rosignanese. Arrivi che i vertici di via Piave auspicano da tempo.

Il nodo dell’energia è stato uno dei punti affrontati durante il confronto del 28 gennaio tra le società del parco industriale e ministero dello Sviluppo economico (rappresentato da Stefano Firpo, direttore generale per la politica industriale al Mise), la Regione (Gianfranco Simoncini), le istituzioni locali (gli assessori Piero Nocchi e Veronica Moretti), Federchimica e Confindustria. «Il sito industriale - ha detto Davide Papavero, direttore dello stabilimento Solvay - avrà un problema a maggio 2017, con la scadenza del Cip 6. Vogliamo evitare l’impennata dei costi dell’energia. È una situazione che ci preoccupa ma che stiamo affrontando per tempo». È chiaro che un veloce aumento dei costi dell’energia porterebbe Solvay e l’intero parco industriale a non essere più competitivo sul mercato. Il colosso della chimica ha già pronto un piano per garantirsi energia elettrica. L’idea, che in verità è già ben strutturata, è quella di acquistare la centrale Rosen, attualmente gestita dalla società Engie. «La turbogas Rosen - precisa Papavero - sarà acquistata da una società creata ad hoc ed è chiaro che andrà ammodernata. Ciò implica una spesa di 50 milioni, dei quali soltanto 32 servono per l’acquisto della nuova turbina».

Resta da chiarire nel dettaglio quali siano i soggetti che formeranno la società per acquistare la centrale Rosen, anche se è evidente che avrà un ruolo fondamentale Solvay. «Poi ci potrà essere l’impresa che produce la turbina - dice Papavero - una banca e altri soggetti». L’intenzione della multinazionale è di avviare il progetto in tempi brevi (si parla di marzo), «anche perché i tempi di consegna della turbina sono di circa 15 mesi», precisa di dg di via Piave. «Se la proprietà della centrale sarà di questa nuova società - ha precisato Papavero - la gestione resterà a Engie, l’attuale gestore».

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In tutto questo, Solvay deve trovare un accordo con il ministero: non un aiuto economico diretto, ma sgravi che in qualche modo possano colmare il gap tra la fine del Cip 6 e la nuova era in cui sarà Solvay a produrre energia. «Agganciare Rosignano all’Accordo di programma - ha detto Simoncini - è stato fondamentale. Domani (oggi, ndr) ci sarà la cabina di regia dell’Accordo di programma, coglieremo l’occasione per chiedere un incontro apposito al ministro per l’attuazione dell’articolo 8 che riguarda appunto il nodo dell’energia. All’inizio della prossima settimana il presidente Rossi scriverà al ministro Guidi».

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