42 i nuovi negozi «Vince la qualità»
Timidi segnali di ripresa nel 2015 in una crisi ormai annosa
ROSIGNANO. Sono 36 i negozi che hanno definitivamente abbassato la saracinesca nel 2015. 36 unità che hanno abbandonato il commercio al dettaglio in tutto il Comune di Rosignano. 6 in meno rispetto alle 42 nuove attività aperte invece nell'ultimo anno. Un trend che l'assessore al commercio Licia Montagnani definisce lievemente positivo. «Praticamente stabile ed identico – ha sottolineato – rispetto all'andamento degli ultimi 5 anni». Nel 2013, ad esempio, si registrarono 41 aperture e 37 chiusure di attività commerciali. «Un altro dato importante – ha detto – è che la maggior parte dei negozi sono stati aperti da imprese giovani. Viceversa, coloro che hanno deciso di chiudere, salvo eccezioni dettate dall'età o da problematiche personali, lo hanno fatto il più delle volte per mancanza di lavoro». Sono molti, infatti, i cittadini che agli esercizi commerciali di paese preferiscono ormai sempre più spesso la grande distribuzione. «Ogni negozio che chiude – ha sottolineato – è una ferita dal momento che ognuno contribuisce a tenere vivo il nostro paese. Per questo a breve metteremo allo studio degli incentivi per le nuove aperture». Tra le idee ipotizzate dall'assessore per aiutare i giovani e l'imprenditoria l'esenzione, ad esempio, dal pagamento dell'Irap per i primi due anni dell'attività. Cercare insomma di rendere, dove possibile, più snella la burocrazia.
E ancora: «Dall'analisi che ho fatto sul territorio ho notato come esistano ad oggi, salvo eccezioni, negozi molto belli e qualificati, dalla gastronomia all'abbigliamento. Motivo per cui invito i commercianti a qualificarsi sempre di più. Allo stesso tempo però mi appello alle persone affinché si riavvicinino alle realtà di paese, facciano acquisti in loco dal momento che il rapporto umano che si instaura è importante tanto quanto la parte commerciale». Se, quindi, per l'assessore il trend è lievemente positivo, tante sono comunque le strade da intraprendere per avere maggiori ricadute sul commercio locale. Una su tutte il Progetto di Innovazione Urbana (Piu) attraverso il quale è obiettivo dell'amministrazione riqualificare una vasta area del centro di Rosignano.
Un progetto al quale guarda con speranza anche Massimo Marini della Confesercenti. «Rappresenta – ha detto – l'unica reale opzione di ripresa poiché la situazione attuale del commercio è di forte sofferenza, di oggettiva difficoltà». Una situazione che dall'inizio della crisi non si è mai risollevata. Che nemmeno i saldi sono serviti in parte a risanare. «Certo – ha spiegato il responsabile di area – che il discorso cambia a seconda delle singole attività e soprattutto delle singole capacità imprenditoriali che, ad esempio, si possono muovere meglio di altre. Quello che però constatiamo ormai da 7 anni è che, a livello generale, Rosignano è una delle realtà provinciali più complicate».
Del solito parere anche Domenico Chiste (Unione commercio e turismo): «Basta andare al porto turistico o passeggiare sull'Aurelia per rendersi conto che i negozi sono vuoti. I dati vanno analizzati in forma aggregata, altrimenti sono dissociati. Se non si mette mano seriamente al commercio, se non ripartiamo tutti assieme da un “facciamo” non si arriva mai da nessuna parte».
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