Il Tirreno

La burocrazia “affonda” il laghetto dei Castagni

di Manolo Morandini
La burocrazia “affonda” il laghetto dei Castagni

Dopo anni a febbraio partiranno i lavori per attrezzare l’area per la pesca sportiva Finanziamento in parte a rischio per il ritardo nel rilascio del permesso a costruire

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CECINA. Seicento metri di circonferenza. Una profondità di 8 metri. E sul fondo del laghetto dei Castagni il peso di una burocrazia lenta, al punto di arrivare dopo anni ad azzoppare il progetto di fare di quell’area, alla Magona di Cecina, uno spazio attrezzato per la pesca sportiva. L’intervento è a costo zero, finanziato dalla Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee (Fipsas) attraverso i soldi che derivano dalla redistribuzione delle quote incassate dalla Regione per i permessi di pesca. Sul piatto, per partire, 40.000 euro. Ma di questi 16.000 sono a rischio perché stanziati senza essere stati impiegati da troppo tempo. E sono proprio le date a rendere l’assurdo di questa vicenda.

Il parere della Commissione paesaggio del Comune di Cecina è del 3 ottobre 2014. Alla fine di febbraio del 2014 l’allora sindaco di Cecina Stefano Benedetti e l’assessore provinciale Paolo Pacini, alla presenza di Arci Pesca e Fipsas, presentavano il progetto annunciando l’avvio dei lavori nell’arco di alcune settimane e azzardando la previsione che a giugno dello stesso anno i pescatori avrebbero potuto armare le canne in riva al laghetto dei Castagni. Invece l’autorizzazione paesaggistica viene rilasciata il 12 gennaio 2015. E da allora si è dovuto attendere il 30 dicembre scorso per ottenere il rilascio del permesso a costruire.

«C’è ancora una possibilità che quei 16.000 euro non vadano persi – dice il presidente provinciale Fipsas Andrea Lami –. Siamo in attesa di una risposta dagli uffici della Regione che con la trasformazione delle Province ha ripreso la gestione della materia. Dovrebbe arrivare nel giro di una settimana». Che aggiunge: «Attrezzare il lago per la pratica della pesca sportiva è un’opportunità a costo zero per Cecina. Un intervento simile lo abbiamo realizzato a Collesalvetti e sta funzionando molto bene».

Il progetto preliminare risale ad agosto del 2012. Quello definitivo è stato presentato in Comune nel 2013. Un’area con oltre settanta postazioni per la pesca, accessibili anche ai disabili, da realizzare rimodellando la sponda del lago per il piano di pesca e del livello superiore per il transito.

Il cantiere interesserà la parte di sponda più vicina al fiume Cecina. I lavori prevedono l’uso del terreno presente sul posto senza apportare variazioni significative rispetto allo stato attuale dei luoghi. Le postazioni di pesca sono previste a una distanza di 5 metri l’una dall’altra e l’accesso sarà favorito da scale di legno adiacenti all’arginatura. Previste anche postazioni idonee ai diversamente abili, con una rampa di accesso per le carrozzine.

Un progetto da 165.000 euro che la Fipsas provinciale è pronta a finanziare per step nell’arco di cinque anni. «Con i soldi a disposizione riusciamo a fare solo una prima parte delle postazioni per la pesca, 35 delle 70 che sono previste – afferma il delegato provinciale Fipasas Sauro Salvi –. Però c’è l’impegno a proseguire, a completare tutta la sponda e a realizzare le recinzioni e le strutture esterne , ma servirà più tempo. Almeno altri cinque anni». Che aggiunge: «Dove arriveremo con i lavori l’intervento sarà portato allo stato finito e di fatto sarà già un campo gara attrezzato. In tasca abbiamo già l’accordo con la ditta a cui affideremo la realizzazione del progetto. In due mesi al massimo verrà completato l’intervento che dovrebbe partire prima della fine di febbraio».

Verranno sistemati la strada e il parcheggio già esistenti. E la struttura sarà gestita dalle associazioni (Fipsas e Arci pesca), che hanno già siglato un accordo col Comune di Cecina. Le acque del laghetto sono in regola e lo certificano le analisi che la Fipsas ha fatto realizzare quando il progetto ha preso corpo.

Cavedani, carpe, carassi e qualche persico-trota: queste le tipologie di pesce che potranno essere prese all’amo nel bacino di Castagni. I pesci, però, una volta presi e pesati, dovranno essere ributtati nel lago.

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