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Pace fatta tra Comune ed Asa

Pace fatta tra Comune ed Asa

Archiviate 2 cause, l’azienda s’impegna a versare 370.000 euro

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SAN VINCENZO. Dal braccio di ferro alla transazione. Il Comune di San Vincenzo e il gestore del servizio idrico integrato Asa Spa dopo anni di carte bollate e di udienze in tribunale trovano un punto di equilibrio tra gli opposti interessi. È quanto sancito nello schema di scrittura privata che promette di portare nelle casse dell’ente 370.000 euro in due tranche, che l’azienda s’impegna a versare a fine gennaio e il 30 settembre di quest’anno. In ballo ci sono le due cause promosse dal gestore e ben altre cifre.

A dare il via libera all’operazione è la giunta comunale di San Vincenzo sulla scorta dei pareri favorevoli dell’avvocato Renzo Grassi, incaricato dall’ente, del dirigente dell’area Servizi finanziari e del revisore unico del Comune Alessandro Bettarini.

Nella prima causa che risale al 2012, Asa chiede la restituzione di 819.061,96 euro, oltre agli interessi legali. La somma è stata versata al Comune per i lavori eseguiti dall’ente sulla rete idrica in virtù di una convenzione che riguardava, oltre alle parti in causa, anche i Comuni di Piombino e Campiglia Marittima. E stando al parere dell’avvocato Grassi è probabile un esito negativo sulla scorta dell’orientamento del tribunale di Livorno a considerare priva di effetti la convenzione che non è mai stata sottoscritta interamente, ovvero mancano le firme degli altri due Comuni. Tanto che in caso di condanna il conto lieviterebbe con l’aggiunte delle spese legali sostenute da Asa che sono stimate nell’ordine di 30.000 euro.

Nella seconda causa sempre promossa dal gestore del servizio idrico integrato si chiede al tribunale che nessun credito poteva essere vantato dal Comune nei confronti della Società. In gergo tecnico si tratta di una causa in cui si chiede l’accertamento negativo nei confronti dei crediti fatti valere dal Comune. Alla controversia è stata riunita un’altra causa promossa invece dall’amministrazione comunale per il recupero della sola quota gas per 875.921,57 euro. In sostanza il Comune ritiene di avere diritto a ottenere la somma complessiva di 1.753.395,52 euro (875.921,59 per canone servizio idrico e 637.896,75 per la quota gas). E in questo caso, considerato l’andamento dell’istruttoria e l’ammissione delle prove richieste dal Comune, per il legale è ragionevole un esito favorevole all’ente.

Tirata una riga la somma di 370.000 euro, che Asa si impegna a versare al Comune è la risultante dei 1.620.833,53 euro per il credito del Comune verso la Società in ragione di canoni acqua e gas scaduti e del debito del Comune nei confronti dell’azienda sia per fatture di consumi acqua per 606.207,91 euro che per la restituzione dell’importo di 644.625,62 euro a parziale ristoro di quanto a suo tempo incassato dall’ente.

La transazione Asa è anche l’argomento all’ordine del giorno della riunione della 2ª commissione consiliare, in agenda questa mattina alle 10 presso la saletta multimediale del palazzo della cultura. Una riunione convocata a stretto giro dal presidente Luca Cosimi. La lettera ai colleghi consiglieri è del 19 gennaio. (m.m.)

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