Il Tirreno

Ex Lido, l’immobile di nuovo all’asta

di Manolo Morandini
L'edificio dell'ex Lido senza i ponteggi
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L'edificio dell'ex Lido senza i ponteggi

Dal cantiere, sul lungomare di Marina di Cecina, dopo anni di abbandono sono state smontate le reti e i ponteggi

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CECINA. Cambia il colpo d’occhio. Inizia il conto alla rovescia per la messa all’asta. E si alimentano le speranze di chi guarda da troppo tempo a quel cantiere che dal 2006 segna lo skyline, tra largo Cairoli e la terrazza tra i bagni Girasole e l’Armida, nel cuore di Marina di Cecina. L’edificio incompiuto è spoglio di palizzate e gabbie metalliche. E dal 21 gennaio il curatore dell’immobile, costruito sulle ceneri dell’ex hotel Lido, ha novanta giorni di tempo per metterlo in vendita.

Si è tenuta il 21 gennaio l’udienza al tribunale di Livorno in cui il giudice ha disposto che l’edificio torni all’asta per consentire ai creditori della Maestrale Srl, proprietaria dell’immobile, di recuperare almeno una parte dei soldi che da anni non riescono a incassare dalla società. E tra questi figura anche il Comune di Cecina. A seguire l’operazione, come nel passato, è stato incaricato il commercialista livornese Giulio Pierulivo nella sua veste di curatore giudiziario dell’ex Lido.

Il progetto approvato dal Comune di Cecina prevede che l’edificio, ad uso turistico ricettivo, sia adibito a residenza turistico alberghiera. L’orginaria struttura è stata demolita per far spazio all’edificazione di 36 unità abitative ripartite su quattro piani, suddivise in dodici camere, nove monolocali, quindici bilocali oltre a locali di servizio e accessori all’attività ricettiva, spazi comuni, un garage interrato e due fondi commerciali al piano terra.

La nebbia è ancora fitta. E decifrare il futuro dell’ex Lido è ancora complicato. Un primo segnale che qualcosa poteva cambiare era arrivato a dicembre del 2014 quando venne congelata la vendita nel giorno in cui scadeva il termine per presentare le offerte di acquisto senza incanto. Il tribunale di Firenze, dove la Maestrale Srl ha sede, aveva accolto la richiesta della società di ammissione al concordato prevetivo. E da allora è cambiato il percorso: niente più curatore della vendita all’incanto, legata a un pignoramento per via di un debito non saldato. Per mesi la Maestrale ha provato a siglare un concordato preventivo. Ma alla fine dal tribunale non è arrivata l’omologa e il cantiere è rimasto nel degrado in cui versa da anni.

Di certezze, nonostante le novità, ce ne sono ben poche. È una storia ancora senza finale quella dell’ex hotel che doveva trasformarsi in residenza turistico alberghiera. Nella vendita congelata dal tribunale di Livorno l’immobile veniva proposto a partire da 2,7 milioni di euro, ovvero meno della metà di quanto stimato nel 2013. Il prezzo e la data della nuova asta sono ancora da stabilire. Ma rispetto a quellle andate deserte, sei i tentativi di vendita che sono andati a vuoto, nel 2014 a quel prezzo erano arrivati dei segnali di interessamento da parte di un paio di imprenditori. Salvo la mossa della Maestrale Srl che fece saltare l’operazione e che potrebbe essere ripetuta anche questa volta.

La società, infatti, potrebbe proporre un nuovo accordo di ristrutturazione del debito. Tramite la cessione di beni o altre operazioni straordinarie tra cui quella del subentro di un assuntore, ovvero un soggetto terzo, che si accolla tutti i debiti e prosegue l’attività d’impresa.

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