Il Tirreno

Trovata morta in casa ex centralinista comunale

Giuseppina Fanciullacci
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Giuseppina Fanciullacci

San Vincenzo, da poco in pensione Giuseppina Fanciullacci aveva 56 anni. Il magistrato ha disposto l’autopsia ma sono già esclusi segni di violenza

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SAN VINCENZO. La chiamano più volte. Ma non arriva alcuna risposta dall’interno dell’abitazione, in una traversa di via del Castelluccio. Spaventati dal protrarsi del silenzio i familiari si rivolgono alla stazione dei carabinieri di San Vincenzo. Sul posto arriva una pattuglia. E quando i militari riescono ad entrare nella casa si trovano di fronte al corpo di Giuseppina Fanciullacci. È morta sola a 56 anni il 18 gennaio l’ex centralinista del Comune di San Vincenzo. Il corpo è a disposizione del magistrato che per chiarire la causa del decesso ha disposto l’autopsia, prevista il 22 gennaio presso l’obitorio dell’ospedale di Piombino.

Nessun segno di violenza sul corpo della donna. Tanto che il magistrato non ha ritenuto necessario disporre il sequestro dell’abitazione. L’autopsia, insomma, si configura più come un atto dovuto dal momento che la circostanza in cui è stato rinvenuto il cadavere può prestarsi a varie ipotesi. Anche se la signora Giuseppina da anni lottava contro una malattia incurabile. L’unico neo sono i due ricoveri presso l’ospedale di Piombino, con successive dimissioni, nei quattro giorni che precedono la morte della donna. E questo a detta degli inquirenti è l’unico flebile filo che potrebbe dare un significato diverso al decesso di Giuseppina Fanciullacci.

La signora Giuseppina se n’è andata fra le mura della sua casa di San Vincenzo. Rosaria Lombardo, ex consigliere comunale e dipendente Asl, ci lascia un ricordo dell’ex centralinista: «Di Giuseppina ricordo la risata. Una risata di pancia, allegra. Giuseppina e il centralino. Era lei che rispondeva “Pronto, Comune!” e ti indirizzava. Era sempre pronta a darti un aiuto. Ricordo quella mattina in cui telefonai e le chiesi: “Buongiorno Giuseppina, sono Rosaria, sai mica se è arrivato il sindaco (al tempo era Roventini)?”. E lei: “Ciao Rosaria, no, non l’ho ancora visto”. Due secondi di silenzio e poi giù risate, e ancora: “Cioè, non ho visto passare la camicia, sai è sgargiante”. E ancora risate. Ecco, Giuseppina era così, era una forza e nonostante la vita non fosse stata generosa con lei, era riuscita a gabbarla. Fino a quando qualcosa le aveva portato via la gioia di ridere». Per il funerale è necessario attendere il nullaosta del magistrato.

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