Il dolore
Niente cinema al teatro Solvay
Rosignano: dopo la chiusura della struttura di Portovecchio, i residenti: «Assurdo restare senza una sala»
ROSIGNANO. È chiuso da poco più di una settimana ma la sua mancanza già si fa sentire. Adesso che la sala del cinema di Castiglioncello è chiusa, che le luci si sono spente, quella che era una delle poche opportunità di svago culturale presente nel territorio comunale inizia a mancare ai cittadini abituati ad andare al cinema.
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Soprattutto inizia a mancare un’opportunità, che poteva essere colta o meno, ma che comunque c’era. In attesa che la sala possa riaprire dopo gli interventi di riqualificazione dell’intero immobile, si parla comunque di circa un anno, alcuni residenti iniziano a prendere informazioni. Prima tra tutte la possibilità di riaprire, almeno il sabato e la domenica, la sala del teatro Solvay a Rosignano. Sala ormai chiusa da tempo salvo manifestazioni particolari.
L’amministrazione comunale, in questo caso, poco può fare: «Il teatro Solvay, al momento, è sempre di proprietà della Solvay – spiega il sindaco Alessandro Franchi- il cinema è un’attività culturale ma anche un esercizio commerciale e dunque, nel caso del teatro Solvay, diventa un rapporto tra privati». In pratica occorrerebbe che un privato esperto nel settore si facesse avanti e trovasse un accordo con la società chimica per utilizzare la sala come cinematografo.
«L’amministrazione comunale – continua Franchi - non ha locali da mettere a disposizione ma anche li avesse dovremmo indire un bando pubblico prima di poterla dare in gestione come sala cinematografica. Inoltre mancano i macchinari adatti e persone che conoscano bene il settore. L’attività di cinematografo infatti è una professione vera e propria, ci vogliono contatti con i distributori per programmare il cartellone e così via». Tanto che anche il cinema all’aperto in pineta Marradi a Castiglioncello, area da poco passata dalla competenza del Demanio a quella del Comune di Rosignano, era stata data in gestione, dalla Fondazione Armunia, alla famiglia Michetti. Famiglia che dopo tanti anni, ha deciso di ritirarsi. Per quanto riguarda l’Arena in pineta Marradi, il sindaco fuga ogni dubbio: «la sua attività è garantita – assicura – e non è mai stata messa in discussione».
Fatto sta che ad oggi, il territorio comunale, si ritrova senza sale cinematografiche. «Per andare a vedere un film – dicono i cittadini – adesso dobbiamo spostarci a Cecina o a Livorno e non tutti possono farlo, soprattutto le persone anziane. Qualche anno fa avevamo due sale cinematografiche e due arene, una a Castiglioncello e una a Rosignano Solvay. Adesso, e non sappiamo per quanto tempo, più niente. Per andare al cinema dobbiamo aspettare l’estate. Per non parlare dell’attività di teatro a Solvay».
Da qui anche l’importanza del progetto di riqualificazione che l’amministrazione comunale ha presentato alla Regione Toscana. Progetto di riqualificazione urbanistica che interessa una vasta area di Rosignano al cui interno si trova appunto il teatro Solvay la cui gestione, così ha annunciato il sindaco pochi giorni fa, passerà dall’azienda chimica al Comune. Se il Più Ways dovesse essere accolto, (un progetto che interessa la zona centrale di Rosignano e i cui investimenti si aggirano attorno agli 8milioni di euro) il costo stimato per gli interventi di riqualificazione che interesserebbero il teatro si aggirerebbero attorno ai due milioni di euro. «Ovviamente – conclude Franchi – se il progetto non venisse accolto dalla Regione dovremmo agire ugualmente sulla struttura ma con interventi ridotti». Perché sarà difficile trovare, nelle casse, comunali, uno stanziamento di due milioni di euro solo per il teatro.
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