Il Tirreno

Argine e ponte, incognita sui tempi

di Manolo Morandini

Il cronoprogramma dei lavori condizionato dal completamento dell’opera in zona Villa Ginori

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CECINA. La messa in sicurezza di San Pietro in Palazzi avrà tempi lunghi. A dettare il calendario non è solo il cronoprogramma dei lavori del porto di Marina, che ha imposto uno slittamento al 2019 rispetto alla previsione di completare l’opera entro il 30 giugno del 2013, stabilita nella convenzione tra Comune e l’allora Circolo nautico Spa, oggi Porto di Cecina Spa. A dettare il passo è anche l’Autorità di bacino che si è espressa nel merito affermando che il progetto dell’argine in destra idraulica del fiume potrà essere valutato solo ed esclusivamente quando tutte le arginature in sinistra idraulica, a protezione dell’abitato di Marina e non dei campi, saranno completate, collaudate e omologate. Stesso percorso per il nuovo ponte di via Volterra ad arcata di grande luce.

Si tratta di opere necessarie, previste a carico della Porto Spa nell’ambito delle prescrizioni legate al rilascio del parere positivo alla Valutazione di impatto ambientale (Via) sul progetto del porto alla foce del fiume. Dei trascorsi cinque anni dal via libera alla realizzazione del porto turistico ben tre se ne sono andati in autorizzazioni. Carte necessarie per intervenire alla foce del fiume a terra e a mare. E tutte successive al provvedimento di rilascio della Via da parte della Regione Toscana, nel 2009. Di fatto i lavori sono iniziati a marzo del 2012.

Agire sull’argine remoto della sponda destra significa intervenire lungo un’area che rappresenta già una cassa di esondazione naturale del fiume. Semmai resta l’incertezza sui tempi poiché il cronoprogramma dei lavori della Porto Spa da mesi non gira. Fermato per difficoltà finanziarie a fronte della quali la Società ha avviato alcune trattative con istituti bancari per aprire linee di credito a medio e lungo termine e con investitori privati.

Un’opera privata il porto, con un rilevante riflesso pubblico. Tra cui le opere in convenzione previste in chiave sicurezza: l’argine in sinistra del fiume, dal ponte di via Volterra all’altezza della caserma Villa Ginori, e il nuovo ponte sul fiume. Nel conto anche il restante tratto di argine dal ponte di Marina a quello della ferrovia che è previsto a scomputo del valore dei terreni che il Comune ha ceduto alla Porto Spa per circa 2 milioni di euro. Per completare queste opere e la darsena nuova, la stima è di un fabbisogno finanziario di circa 10 milioni di euro e di tre anni di cantieri. L’opera più urgente è quella in corrispondenza di Villa Ginori. Qui la palancolata, 150 metri dalla bocca del fiume fino al muro della caserma è già stata realizzata. Resta da finire il lavoro con la sistemazione dei massi e prolungare il consolidamento del tratto fino al ponte di via Volterra.

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