Il Tirreno

Matteoli sta col senatore Lucio Barani

Matteoli sta col senatore Lucio Barani

L’ex ministro chiamato a testimoniare in tribunale a Massa: «È venuto a Roma da sindaco»

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CECINA. È arrivato di buon mattino a Massa l’ex ministro dell’Ambiente Altero Matteoli. Doveva testimoniare al processo che vede il senatore Lucio Barani alla sbarra, insieme ad altri suoi quattro collaboratori quando era il sindaco di Villafranca (Oscar Romiti, consigliere comunale, Fabio Locciola e Franchino Bassignani, ex assessori, e Alfeo Bragoni, dirigente dell’ufficio finanze del Comune di Villafranca). Le accuse ruotano attorno a una serie di trasferte e missioni risalenti al periodo tra il 2008 e il 2009. Il Comune, secondo il procuratore capo Aldo Giubilaro, ha liquidato ai cinque imputati rimborsi spese per vitto, alloggio e trasporti, per alcune migliaia di euro. L’inchiesta è partita nel 2010 dopo un esposto della Corte dei Conti di Firenze che aveva notato movimentazioni ritenute anomale nelle uscite dell’amministrazione lunigianese. Anche perché Barani, contemporaneamente parlamentare, godeva di indennità che gli avrebbero permesso di non gravare sul bilancio villafranchese.

Ma Matteoli e gli altri testimoni, tra questi l’ex assessore della Provincia Alberto Putamorsi, al collegio presieduto dal giudice Giovanni Sgambati (a latere Trinci e Biasotti) hanno confermato quello che sostiene l’ex primo cittadino di Villafranca. «Gli incontri che abbiamo avuto a Roma riguardavano dei lavori che l’amministrazione presieduta da Barani voleva fare», ha spiegato l’ex ministro. Confermando che il senatore ricopriva una carica istituzionale e soltanto per questo erano stati organizzati gli appuntamenti. Così come i pranzi nel ristorante convenzionato sotto il ministero erano serviti per continuare ad argomentare la questione. Dopo poco più di mezz’ora Matteoli ha ringraziato il presidente del collegio, si è alzato ed è andato via.

Insomma, punto a favore della difesa. Anche perché l’ex assessore alle Infrastrutture della Provincia Putamorsi ha rincarato la dose, spiegando che Barani lo aveva incontrato più volte (a Massa) per la questione del casello autostradale, un argomento che premeva molto all’allora sindaco: «Una volta pur di non interrompere la riunione aveva fatto arrivare dal bar dei panini, così abbiamo saltato la pausa pranzo». Spesa motivata, quindi.

Dello stesso tenore le testimonianze dei professionisti che hanno curato il piano strutturale del Comune di Villafranca: «Abbiamo tenuto riunioni per verificare l’andamento del progetto, sempre appuntamenti ufficiali in cui si è lavorato e al massimo ci si è fermati per la pausa pranzo».

I testi delle difese sono ancora una settantina, finora ne sono stati sentiti dieci. Già fissate due udienze, il 25 gennaio e il 29 febbraio. Ci vorrà parecchio tempo per smaltirli, anche perché ci sono gli impegni politici del senatore Barani a imporre una calendarizzazione forzata.

Danilo D’Anna

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