Sicurezza
Città cardioprotetta 14 i defibrillatori presenti sul territorio
Il progetto: le manovre salvavita in caso di arresto cardiaco dalla formazione all’installazione di Dae nei punti strategici
CECINA. Una fitta acuta. Improvvisa. L’uomo che si accascia a terra, privo di sensi. Cinque minuti. Non uno di più. È questo il tempo che fa la differenza tra la vita e la morte per chi è colpito da arresto cardiaco. In attesa dei soccorsi avanzati è determinante poter intervenire con un defibrillatore semiautomatico esterno (Dae). Di apparecchi salvavita a Cecina ne sono installati già 14 ma per farne una città cardioprotetta ne servono almeno 70. Questi i numeri del progetto “Cecina cuore”di cui è capofila l’amministrazione comunale e la cui regia è affidata al sistema di emergenza territoriale del 118.
Le basi sono state gettate nel 2015. Cecina cuore è il progetto creato sul modello di altre realtà nazionali e regionali, tra le quali la più evoluta è quella di Arezzo, e punta alla creazione di una rete sempre più capillare di defibrillatori semiautomatici esterni (Dae) e a favorier la diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie di base Bls-D.
«Lo scorso anno abbiamo censito i Dae già presenti sul territorio e ne sono stati installati di nuovi, dall’altra abbiamo organizzato e promosso eventi per sensibilizzare la popolazione sulla dimensione del problema e sull’impatto positivo del progetto – afferma Meris Pacchini, consigliere comunale delegato al progetto Cecina cuore –. Nelle città non cardioprotette i casi di sopravvivenza dopo attacco cardiacosono del 2% mentre in quelle cardioprotette la percentuale sale al 36%». Lo stato dell’arte sul progetto è stato fatto nell’ambito della 4ª commissione consiliare permanente.
Il 2015 si è concluso con 14 Dae distribuiti sul territorio nelle zone di maggiore interesse e frequentazione: impianti sportivi, zone ad alta concentrazione di persone, stabilimenti balneari. Inoltre, tutti gli agenti di polizia municipale sono stati addestrati e abilitati all’utilizzo del defibrillatore con un corso tenuto dal dottor marco Gucci. «A breve la municipale sarà dotata di tre Dae da installare a bordo dei propri veicoli», sottolinea Pacchini.
La stima per una città di 30.000 abitanti, anche in rapporto al territorio, è di una rete di almeno 70 Dae. «Al progetto contribuisce la Fondazione Geiger con la quale contiamo di poter completare le installazioni di defibrillatori nelle scuole e in tutti gli impianti sportivi, oltre alla formazione di cittadini all’utilizzo del dispositivo salvavita».
Per chi vuole orientarsi nella mappa dei defibrillatori presenti sul territorio, conoscere il progetto e scoprire in che forme può contribuire dal pomeriggio del 18 gennaio è in rete il sito web ufficiale: www.cecinacuore.it. Un tassello di una più ampia campagna di comunicazione sul web, coordinata da Uplink Web Agency, anche attraverso i social network.
Progressivamente il progetto si andrà ad integrare con il sistema di emergenza territoriale del 118 a cui sarà fornito anche la lista delle persone presenti sul territorio formate per eseguire manovre di rianimazione di base.
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