Il Tirreno

Io invalido imprigionato in casa a Vada

di Silvia Trovato
Carlo Tonelli sulla sedie a rotelle, vive in via Telesio e affronta mille ostacoli per uscire di casa
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Carlo Tonelli sulla sedie a rotelle, vive in via Telesio e affronta mille ostacoli per uscire di casa

Rosignano, vive in via Telesio a Vada fra dislivelli stradali, marciapiedi rotti, strade pericolose. «E i lavori promessi?»

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VADA. Tra marciapiedi sconnessi, passerelle per disabili cominciate e mai finite, vegetazione fuori controllo, uscire di casa per il signor Carlo Tonelli di Vada, è diventata un'impresa impossibile.

Il signor Carlo Tonelli ha 78 anni ed è invalido dal 1953 «Fu un incidente con la macchina per mietere il grano a portarmi via il braccio -racconta il signor Tonelli- era un giorno di sciopero per le condizioni del lavoro e mandarono la celere che a manganellate mi fece risalire sulla macchina, non andarono per il sottile. Un'asse di legno marcia e rotta -lavoravamo con macchinari vecchi e obsoleti- si ruppe sotto di me, caddi in avanti e il braccio fu risucchiato dagli ingranaggi, ed è già tanto che sia rimasto vivo». Negli anni tanti altri problemi di salute hanno debilitato sempre più le condizioni del signor Tonelli fino a portarlo sulla carrozzina.

«Abito in via Telesio a Vada e non riesco più a uscire di casa perché tanti lavori che l'assessore aveva promesso di fare non sono stati né ultimati, né cominciati -spiega il signor Tonelli- e mi preme sottolineare che in questa strada abita un mio vicino che è nelle mie stesse condizioni e che vive da solo, siamo imprigionati tra quattro mura». Arrivando dall'Aurelia in via Bachelet per proseguire in via Telesio il percorso del signor Carlo Tonelli si presenta subito come un labirinto.

«Il dislivello del marciapiede è tale che se non c'è qualcuno ad aiutarmi per me, con un braccio solo e in queste condizioni, è troppo pericoloso cercare di montare su, quindi devo fare un giro lungo fino a quando il livello è accessibile -racconta il signor Tonelli indicando la strada- una volta riuscito ad attraversare la strada la situazione resta comunque pericolosa perché le mattonelle del marciapiede sono rotte o ricoperte dall'erba e in più i marciapiedi si interrompono».

Un altro pezzo di strada con le passerelle ultimate termina in una strada con divieto di accesso, anch'essa non percorribile.

«Arrivare in piazza Garibaldi è impossibile, è una distanza incolmabile, tanto più che è già difficile aggirare solo i marciapiedi intorno casa mia -spiega il signor Tonelli- certo non posso permettermi di passare dall'Aurelia in mezzo alle macchine. Per anni sono stato attivo nell'associazione degli invalidi e mutilati del lavoro, questa situazione è intollerabile e mina il rispetto e la dignità, chiedo che ci si muova presto per proseguire i lavori perché non è più sopportabile vivere in queste condizioni e per chi è invalido e senza aiuto uscire di casa solo per comprare le medicine diventa un'impresa pericolosa».

E conclude: «Vorrei che si comprendesse profondamente quanto una barriera architettonica possa incidere sulla qualità della vita di una persona invalida, un piccolo ostacolo per persone come me è come una montagna».

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