Il Tirreno

Franchi boccia la variante: si torna indietro

di Andrea Rocchi
Franchi boccia la variante: si torna indietro

«Questo è un progetto solo commerciale» Preoccupa l’area di rischio e il no all’etilene

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ROSIGNANO. Alessandro Franchi boccia la variante Edison. Il progetto sul rigassificatore non gli piace. Lo ritiene "un passo indietro rispetto a quello del 2010". Teme per l'impatto, per l'area di rischio che non si riduce attorno a Vada, dato che è sparito il trasferimento dello stoccaggio di etilene. Ma soprattutto giudica la variante un progetto esclusivamente commerciale. Che dovrà comunque passare - è la valutazione di sindaco e giunta - da una nuova Via (valutazione di impatto ambientale). Mentre Edison punta ad un iter brebe con la via di sei anni fa e proporlo come uno dei due hub dell'energia che il governo è pronto ad autorizzare nel nuovo piano energetico nazionale.

Sindaco. Avete già fatto una valutazione della variante?

«Il progetto è al vaglio degli uffici. C'è una valutazione di carattere squisitamente tecnico che dovremo sottoporre al ministero entro il 21 febbraio. Il ministero dell'ambiente dovrà verificare se la variante è assoggettabile a una nuova Via. E per quanto mi riguarda, essendo una variante sostanziale, credo che debba passare al vaglio della Via».

Immagino però che avrete maturato anche un giudizio politico. No?

«E' stata fatta una valutazione con la giunta e l'esito è che questo progetto non ci trova d'accordo. Si torna decisamente indietro rispetto a quello del 2010 in cui comunque si era raggiunto un punto di equilibrio con il territorio e le istituzioni. Oggi non c'è più la salvaguardia della fascia costiera che chiedevamo con lo spostamento dello stoccaggio, determinante anche per ridurre l'area di rischio industriale sull'abitato di Vada. Non possiamo prescindere dai rischi industriali che questa variante tiene aperti con i due stoccaggi».

Dunque lo bocciate?

«Il nostro non è un no ideologico, voglio chiarire. Noi non diciamo no all'industria, anzi. Abbiamo dimostrato con una serie di atti grande attenzione per lo sviluppo ed il rilancio industriale del territorio. Il fatto è che questo è un progetto esclusivamente commerciale. E noi non ci stiamo. Basti pensare che a 20 km da noi c’è già un progetto commerciale sulla quale avevamo già evidenziato le nostre perplessità e che è il terminale offshore di Olt».

Parlava di sostegno all’industria. In che termini?

«Noi ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando affinchè il parco industriale Solvay, che non è solo Solvay peraltro, si consolidi e si sviluppi, perché sia competitivo e capace di attrarre investimenti. L’area Solvay ha già ricevuto la visita di Invitalia, la agenzia del ministeroper l’attrazione di investimenti sul territorio nazionale. E poi stiamo lavorando perchè alla scadenza dei Cip 6 per la prima turbogas Solvay e l’area industriale possa risolvere il problema pressante del costo dell’energia. Dunque, noi sosteniamo progetti industriali ma questo di Edison non ne ha le caratteristiche».

Ha già preso contatto con Edison. Quando vi incontrerete?

«Ma guardi, qui non si tratta di un incontro tra me, la giunta ed Edison. Ho chiesto all’azienda di venire a Rosignano per illustrare questa variante nella commissione afferente ed ai capigruppo consiliari. Mi sembra un passaggio istituzionale indispensabile, in modo che tutti coloro che lo vorranno potranno fare domande e chiedere chiarimenti».

Quando ci sarà l’incontro?

«Ho chiesto che si faccia prima del 25»

Sindaco, c’è chi ipotizzava una trattativa aperta con Solvay in cui in gioco c’era anche la cessione del teatro. Si è parlato di “scambi”.

«Non voglio nemmeno replicare. Un conto è trattare con Solvay. Per il rigassificatore si parla con Edison. E quanto a scambi, non so di cosa si parli. Non ho mai trattato in questi termini con nessuno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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