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Sarà in una via di fantasia l’indirizzo dei senza dimora

CASTAGNETO CARDUCCI. Una strada comunale di fantasia. Si chiama via del Municipio, si trova a Castagneto Carducci ed è stata istituita dall’amministrazione comunale per iscrivere e certificare il...

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CASTAGNETO CARDUCCI. Una strada comunale di fantasia. Si chiama via del Municipio, si trova a Castagneto Carducci ed è stata istituita dall’amministrazione comunale per iscrivere e certificare il domicilio di senza tetto e senza fissa dimora. È quanto ha deliberato la giunta comunale per gestire in maniera più agevole e rapida i le situazioni di cittadini sprovvisti di domicilio.

“Con decreto del ministero dell’Interno, da adottare nel termine di 180 giorni si punta a regolamentare, mediante disposizioni più stringenti, la fattispecie dei “senza fissa dimora”, delle persone cioè che non hanno una abitazione tradizionale o non ce l’hanno per nulla”, si legge nella delibera 231 dello scorso 21 dicembre 2015. Nel caso di persone senza fissa dimora è impossibile accertare la residenza e l’abitualità della presenza, così, per questi soggetti (girovaghi, artisti delle imprese spettacoli viaggianti, barboni, senza tetto), si considera nel comune dove hanno stabilito il domicilio, che per il codice civile è nel luogo in cui si trova la sede principale dei loro affari ed interessi.

D’ora in poi però la certificazione anagrafica dovrà riportare via e numero civico, per questo sarà iscritta all’indirizzo istituito dal Comune in un’area di circolazione comunale convenzionale e territorialmente non esistente, individuata con la denominazione di via del Municipio.

«La recente disciplina adottata dall’amministrazione comunale – spiega Laura Catapano, responsabile dei Servizi demografici –, in merito alla gestione anagrafica dei senza fissa dimora, non comprende solo la gestione dei senza tetto, che non sono in grado di indicare ed eleggere un domicilio, attualmente sono iscritti nell’Apr in via del Municipio 1, in numero di 8, ma anche la possibilità, per i cittadini che non hanno il requisito della dimora abituale, in quanto sono alloggiati in maniera transitoria, ma dimorano comunque sul nostro territorio, di essere iscritti in Apr, ottenendo quindi le certificazioni anagrafiche, il rilascio della carta di identità e di conseguenza anche il diritto all’assistenza sanitaria. Quest’ultima fattispecie riguarda in particolare i cittadini stranieri, in attesa di ottenimento dello status di profugo, inseriti nel progetto Sprar, ovvero il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, o nel progetto di prima accoglienza».

Divina Vitale

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