Il Tirreno

Primo incontro del fronte del no

di Elisa Pastore

Baldeschi: riattivata la pagina Facebook e martedì sera un’iniziativa pubblica alla sede di Rifondazione

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ROSIGNANO. La pagina su Facebook era nata nel 2010. L’obiettivo del gruppo pubblico era finalizzato, come spiegano i promotori, “a raccogliere le contrarietà alla costruzione di un rigassificatore inutile e dannoso per l’ambiente”. Oggi, che si sta riaffermando l’ipotesi di un terminal del gas a Rosignano, in base alla variante presentata da Edison al progetto orginale e ora in pubblicazione per eventuali osservazioni secondo i termini di legge, quella pagina torna a farsi portavoce di un no duro e deciso. “No al rigassificatore a Rosignano”, si chiama infatti il gruppo. No senza mezzi termini e senza mezze misure. Ed è così che se al momento conta poco più di 50 iscritti, gli amministratori ne prevedono a breve molti di più. «Nel 2010 – spiega di fatto Mario Baldeschi, amministratore del gruppo Fb – avevamo raggiunto più di 2.700 contatti». Intanto per martedì sera 19 gennaio (alle ore 21.15) hanno in programma la prima riunione aperta a tutti i cittadini per decidere come muoversi in futuro. L’appuntamento è presso la sede di Rifondazione in piazza della Repubblica. «Ci ritroviamo lì – ha aggiunto Baldeschi – soltanto perché ci hanno messo a disposizione lo spazio. Il nostro comitato infatti vuole essere trasversale a tutte le forze politiche. Aperto però a tutte le persone che hanno a cuore le sorti di Rosignano».

«Il nuovo progetto presentato da Edison – ha aggiunto – è peraltro peggiore di quello ipotizzato cinque anni fa. Peggiore sotto tutti i punti di vista per cui c’è molta preoccupazione ed allarmismo». Occorre quindi muoversi velocemente. Utilizzando tutti i mezzi e partendo proprio dai social network per sensibilizzare più cittadini possibile. Questo l’obiettivo del gruppo che ha ripreso vita da poche settimane proprio su Facebook: No al rigassificatore a Rosignano. La pagina dove è stato pubblicato anche il report della prima riunione organizzata dal Comitato contro il rigassificatore che si sta riorganizzando proprio in questi giorni. Tra i nomi in prima fila: Giacomo Luppichini, Silvia Gesess, David Franchi e Barbara Sandri.

«La variante al progetto iniziale – si legge tra le righe – si presenta da subito peggiorativa rispetto alle condizioni poste precedentemente. Basti pensare che l’attuale stoccaggio dell’etilene in zona San Gaetano a Vada non verrà rimosso». E ancora: «In generale, tutta la variante al progetto iniziale nasce come un documento già vecchio, riprendendo lo stesso studio di impatto ambientale di inizio anni 2000». Motivo per cui tre sono le principali modalità di agire che il Comitato intende perseguire. Oltre ad una costante comunicazione alla cittadinanza e ad una pressione delle istituzioni anche la via legale già intrapresa da anni, sia attraverso osservazioni che ricorsi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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