Proteste
Verbale per 20 centesimi «Quella multa è troppo!»
La rabbia di un’imprenditrice delle Morelline: «È giusto: ho sbagliato e pagato ma per un errore di distrazione ora il Comune mi chiede altri 370 euro»
ROSIGNANO. Per una multa da 183 euro arriverà a pagarne quasi mille. È successo a una imprenditrice di Rosignano: una vicenda in cui lei stessa ammette di aver commesso degli errori, ma la sua contestazione non riguarda la contravvenzione, bensì l’ultimo verbale che le è stato recapitato proprio ieri mattina. Per colpa di 20 centesimi di meno... Ma vediamo cosa è successo.
Una multa per eccesso di velocità. La vicenda comincia nel febbraio del 2015, come racconta la protagonista Bruna Benci, titolare insieme al figlio Alessio Ranieri dell’impresa di ricami “Linea Oro” delle Morelline. «Abbiamo preso una contravvenzione dai vigili urbani per eccesso di velocità sulla statale 206 - dice la signora Bruna, cecinese, anche se lavora a Rosignano -: capita, eravamo col Doblò aziendale, forse avevamo fretta, facevamo qualche chilometro oltre il limite consentito. Comunque non contesto la multa: abbiamo sbagliato e infatti abbiamo pagato. Erano 183 euro, ma abbiamo pagato oltre i 5 giorni di comporto per avere diritto allo “sconto”, così l’importo è stato raddoppiato: 352 euro». Fin qui niente da eccepire: chi sbaglia paga, lo dice anche la signora Bruna. Che prosegue: «Siamo gente che lavora, abbiamo un’impresa e tante cose a cui pensare, così ci siamo dimenticati di comunicare in tempo i dati della patente del guidatore». E arriva il secondo verbale. «Stavolta da pagare erano 215 euro e spiccioli - dice Bruna Benci - abbiamo pagato e doveva finire lì».
Gli spiccioli “fatali”. Invece proprio quegli spiccioli saranno fondamentali. «Stamani (ieri per chi legge, ndr) è arrivato un terzo verbale per posta - prosegue la donna - di 371 euro. Ci siamo guardati con mio figlio: non è possoibile! Così ho chiamato il comando dei vigili urbani e mi hanno risposto che il pagamento non era regolare, perché nel bollettino mancavano 20 centesimi. Ebbene sì, ci siamo dimenticati 20 centesimi, ma il pagamento l’abbiamo fatto. Ma in Comune mi hanno risposto che l’errore invalida tutto: è come se non avessimo pagato».
La signora Bruna è furiosa: «D’accordo, c’è un errore, ma sono venti centesimi. Possibile che in un periodo come questo, con le aziende in crisi, ci sia un comportamento così rigido? Sembra un accanimento. Se abbiamo pagato, ed è così, ci sono le ricevute che lo dimostrano, possibile dover pagare altri 371 euro per una dimenticanza talmente lieve? Si sta parlando di 20 centesimi. Venti centesimi che fanno invalidare tutto. Ma dico: è possibile che il Comune non possa venirci incontro, possibile che sia così fiscale? Già con tutte le tasse che ci sono, dovrebbero almeno essere un po’ più comprensivi. E invece no: botte da orbi». (m.m.)
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