Il dolore
Suolo pubblico, maxi aumenti la protesta dei commercianti
SAN VINCENZO. Tariffe raddoppiate. In altri casi aumentate del 50%. In materia di Canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap) con un solo provvedimento l’amministrazione comunale di...
SAN VINCENZO. Tariffe raddoppiate. In altri casi aumentate del 50%. In materia di Canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche (Cosap) con un solo provvedimento l’amministrazione comunale di San Vincenzo compatta il fronte del commercio. Confesercenti, Confcommercio, e le categorie degli ambulanti Fiva e Anva non hanno dubbi: «riconosciamo che le tariffe erano ferme da qualche anno, ma gli aumenti previsti non sono giustificabili dall’andamento dei prezzi al consumo degli ultimi anni né tantomeno dal confronto con le tariffe applicate in altri Comuni. Causa la crisi economica, l’andamento Istat è stato anche decrescente, così come la realtà economica di Comuni come Piombino, Cecina e Livorno non sono certo confrontabili con il tessuto economico di San Vincenzo».
È del 22 dicembre l’incontro tra le associazioni di categoria con l’amministrazione comunale sanvincenzina per illustrare la bozza degli aumenti previsti delle tasse comunali al fine della predisposizione del Bilancio comunale preventivo per il 2016. «La bozza prevede il ritorno alla distinzione in tre fasce di tassazione a seconda della localizzazione delle attività presenti sul territorio comunale nonché l’aumento dell’imposizione da un minimo del 50% ad un massimo del 100% dell’attuale tariffa – affermano i rappresentanti dei commercianti –. Capiamo le difficoltà che tutti i Comuni hanno con i tagli imposti dalla legge di stabilità e dai mancati trasferimenti dallo Stato che rendono difficile il miglioramento o anche il solo mantenimento degli attuali servizi, ma non siamo assolutamente d’accordo nell’avallare gli aumenti proposti». Aumenti che nel frattempo in forza della delibera 317 del 29 dicembre 2015 sono divenuti realtà, con la novità che il pagamento dal 31 gennaio è slittato al 30 aprile.
«Gli ultimi anni sono stati molto difficili per tutto il tessuto economico e sono state avvertite in particolare dalle nostre imprese che, purtroppo, subiscono la stagionalità del turismo – sostengono –.. Non può bastare una sola stagione turistica di leggera ripresa come quella appena trascorsa per dire che la crisi è passata e giustificare aumenti della concessione di suolo pubblico, passi carrabili ed altre tariffe. Auspichiamo che ci sia un ripensamento da parte dell’amministrazione e l’apertura di un tavolo di concertazione per trovare soluzioni».
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