Il Tirreno

Le carte in mano ai legali il palazzo intanto è vuoto

di Manolo Morandini
Una veduta del palazzo Caravanserraglio (foto Michele Falorni/Silvi)
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Una veduta del palazzo Caravanserraglio (foto Michele Falorni/Silvi)

Rosignano, nessun provvedimento che attesta il pericolo di crollo ma la paura è più forte La proprietà dell'ex Caravanserraglio si rivolge all’ingegnere che si è occupato della Torre di Pisa

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ROSIGNANO. Crepe. Pareti di riempimento che si staccano dal pavimento, con vuoti di 4 centimetri. Alcuni pilastri deformati. C’è tutto questo e molto altro dentro al palazzo del Caravanserraglio sulla via Aurelia, proprio davanti al centro commerciale Coop, a Rosignano Solvay. Gli uffici e gli appartamenti sono vuoti da settimane. Se ne sono andati tutti, anche quelli che avrebbero voluto restare. Difficile orientarsi tra le voci che oscillano dal pericolo alla segnalazione di problemi strutturali. Due le certezze per chi guarda da fuori a una vicenda tra privati. C’è una battaglia legale in corso e nessun provvedimento che attesta un rischio di crollo.

L’immobile, inaugurato nel 2009, da anni è monitorato. Le prime crepe sono apparse nel corridoio del secondo piano nel 2013. E più che a un pericolo imminente quelle lesioni hanno dato il via a una querelle legale con l’accentuarsi dei problemi. Il fuggi fuggi dal palazzo è scattato in scia alla lettera del 10 dicembre scorso firmata dall’ingegnere a cui l’amministratore del condomino ha commissionato gli accertamenti sullo stato dell’immobile. “Ritengo che, a tutela della sicurezza degli abitanti e fruitori dell’edificio – si legge nel documento –, sia prudenzialmente consigliabile delocalizzare le attività, gli uffici e le residenze presenti adottando anche gli opportuni accorgimenti al fine di garantire la pubblica incolumità”.

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A distanza di alcuni giorni sul posto, sollecitati da alcuni condomini, arrivano anche i tecnici del Comune di Rosignano con i vigili del fuoco. Il responso delle verifiche è meno allarmante. Si registrano solai inflessi, che in corrispondenza hanno creato lesioni sui muri, ma nessun rischio crollo del palazzo. «Se vi fosse un pericolo imminente l’edificio, che affaccia su una piazza pubblica, sarebbe stato transennato, invece hanno chiesto solo di riattivare il monitoraggio delle lesioni», sottolineano dalla Caravanserraglio Srl, la società ha commissionato la costruzione dell’immobile, investimento di oltre 4 milioni di euro, di cui detiene ancora un terzo della proprietà.

La voce resta inascoltata. La paura è più forte delle rassicurazioni. Anche di quelle che la Caravanserraglio Srl ha raccolto dal professor Raffaello Bartelletti, lo stesso che si è occupato del consolidamento della Torre di Pisa. «A giorni dovremmo ricevere i risultati in forma scritta», dicono.

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Tutti restano fuori. L’incertezza ha le forme del container in cui ha preso sede la filiale della Cassa di risparmio di Volterra. Sulla via Aurelia, proprio davanti al centro commerciale Coop, a qualche decina di metri dal palazzo del Caravanserraglio. La filiale che si trovava al piano terra dell’edificio ha chiuso i battenti il 14 dicembre. Un ufficio temporaneo per far fronte a una situazione dai tempi tutt’altro che brevi.

Resta da capire l’origine dei difetti strutturali. Se nel progetto o nella fase di costruzione. Già lo scorso febbraio, infatti, lo studio notarile associato Cavallini e Cocchini che nel palazzo ha preso sede si è rivolto al Tribunale di Livorno per chiedere un accertamento tecnico d’ufficio. La consulenza (Ctu) doveva tenersi a maggio dello scorso anno ma della perizia ancora non c’è traccia. Un modo per fare chiarezza affidando a un perito nominato dal tribunale la valutazione sullo stato dell’immobile. L’origine delle crepe c’è chi la vorrebbe imputare all’eccessivo peso dei faldoni dell’archivio notarile. Della partita fanno parte la Caravanserraglio Srl che ha realizzato l’immobile e a cascata i progettisti e l’impresa edile che ha realizzato l’edificio. Anche due condomini si sono inseriti nel procedimento.

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