Sicurezza
Prima i marciapiedi poi via le auto
Cecina, le richieste dei commercianti all'amministrazione comunale, tra favorevoli e contrari all’ipotesi di chiusura al transito della centrale via Cavour
CECINA. «Servirebbe una sfera magica per vedere come potrebbe funzionare la strada chiusa al transito delle auto». Qui via Cavour. Giovanna Lovece, titolare di GL Creazioni moda, prova a immaginare il suo futuro di negoziante con affaccio in piena zona pedonale. Fa leva sull’esperienza, ricorda le chiusure estive al traffico, e getta il cuore oltre l’ostacolo. «Sarebbe sufficiente abituare le persone all’idea che il centro è anche in questa strada per lavorare lo stesso. Con i giusti arredi può essere un’opportunità, anche se andremmo a perdere la fascia dei clienti di passaggio che si fermano con l’auto solo il tempo per ritirare della merce».
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L’ampliamento della zona a traffico limitato potrebbe essere sperimentato proprio in via Cavour. La strada, parallela a corso Matteotti e con affaccio su piazza Guerrazzi, per l’amministrazione comunale ha tutte le caratteristiche per valutare soluzioni di chiusura, anche temporanea, alle auto. Per adesso, è un’ipotesi. In ordine di priorità ci sono lo spostamento del terminal bus da piazza della Libertà, la riqualificazione dei marciapiedi e di piazza XX Settembre e uno studio complessivo della viabilità in città. «Ben venga la chiusura alle auto in via Cavour, ma non è pensabile che accada lasciandola nelle condizioni in cui è adesso». Roberta Santini del negozio di calzature Piccoli passi non ha dubbi. E con lei anche molti altri colleghi.
Non mancano le voci contro. «Togliere il transito delle auto sarebbe un suicidio», sintetizza Jessica Carannante del negozio di abbigliamento Secreto. E con lei Luca Griselli della yogurteria Yogurt&Co: «Per il mio lavoro fa più comodo il passaggio delle auto e poi nella via ci sono circa quaranta posti per la sosta che non sono poca cosa – dice –. Sono favorevole, invece, alle chiusure temporanee in estate, dopo le 19». Al contrario, Erica Rosati dell’omonima gelateria sostiene che «la via si presta a farne un’area pedonale. Anche se perderei la clientela di passaggio, quelli che scendono dall’auto per ritirare una torta o una vaschetta di gelato».
«Non è facile dirsi contrari o favorevoli – dice Marco Di Giuseppe del negozi di abbigliamento Kaos –. Una strada chiusa è bella in base alle attività che ci sono e a come viene arredata. Potremmo assistere anche al trasferimento di alcuni negozi in vie dove invece le auto possono circolare».
La questione degli arredi, a partire dai marciapiedi vecchi di decenni, viene sollevata anche da Valentina Valentini di Moma abbigliamento, che aggiunge: «Il modo migliore per sostenete le attività commerciali è avere una città abbellita. E in una via pedonalizzata servono marciapiedi nuovi e aiuole curate».
Susanna Demi di Ony abbigliamento ricorda le divisioni anche sulle chiusure serali di via Cavour nel periodo estivo. «Perché una scelta funzioni è necessario che ci sia compattezza tra i commercianti – afferma –, la prova in positivo l’abbiamo avuta anche in occasione dell’ultima Notte bianca. La chiusura al transito potrebbe servire per dare lustro al commercio». Per il titolare del bar Cavour Alberto Bellucci nessuna preclusione a priori. «Servono soluzioni adeguate per la sosta delle auto e la viabilità. Solo dopo è possibile aprire un ragionamento sull’ipotesi di chiudere la via. Sono 35 anni che faccio questo lavoro e sento parlare di parcheggi ma non ho visto soluzioni adeguate al problema».
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