Il Tirreno

Pronti a fuggire in nave con la refurtiva

Maria Meini
Parte della refurtiva pronta per partire per Tangeri
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Parte della refurtiva pronta per partire per Tangeri

Bibbona, denunciati tre marocchini: avevano materiale edile, macchine da bar e attrezzi agricoli rubati in zona e destinati al mercato di Tangeri

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Erano pronti a partire per il Marocco con la macchina piena zeppa di refurtiva da rivendere sul mercato interno: saldatrici, attrezzi edili, macchine da caffè, computer, tv... Pronti a salpare sabato 9 gennaio alle 23,30 dal porto di Livorno per Tangeri. Tutti i sabato sera infatti dal porto labronico parte un traghetto di linea, destinazione Marocco. Ma il giochino è andato a monte perché la polizia del commissariato cecinese, la sera precedente, ha fatto irruzione nell’abitazione dei tre uomini, due fratelli e lo zio di uno dei due giovani - tutti in età dai 25 ai 35 anni - accusati di essere responsabili di diversi furti tra il 2014 e l’inizio del 2016. Solo uno però, il più giovane, ha precedenti reati, per i quali era assegnato ai servizi sociali.

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L’operazione è scattata a seguito dei numerosi reati contro il patrimonio che si sono verificati negli ultimi mesi nella zona. In particolare l’intervento era rivolto a risalire agli autori dei furti in appartamenti ed esercizi commerciali avvenuti nel comune di Bibbona. Dove i tre uomini, tutti marocchini, in possesso del permesso di soggiorno, vivono e lavorano. Gli agenti del commissariato cecinese hanno effettuato una perquisizione nella loro abitazione, nel centro storico. E qui hanno trovato zio e nipote in procinto di partire in nave per Tangeri. Avevano già fatto i biglietti e caricato nella loro vettura buona parte dei bagagli. Ma c’erano ancora numerosi pacchi e scatole ben imballate in attesa di essere caricate, sistemate all’interno della camera da letto di uno dei tre. Dentro un po’ di tutto: numerosi attrezzi da cantiere, una saldatrice, affettatrici, piastre per panini da bar, friggitrici di grosse dimensioni, macchine da caffè per esercizi commerciali, computer, tv.

I tre uomini sono stati denunciati per ricettazione. Le indagini, coordinate dalla procura di Livorno, proseguono alla ricerca di eventuali complici.

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